PESCARA – I comitati promotori dei referendum su acqua e nucleare hanno manifestato questa mattina a Pescara, davanti alla Prefettura, in piazza Italia, per segnalare “l’oscuramento” che si sta verificando in vista dell’appuntamento referendario di giugno e il tentativo di “non far raggiungere il quorum”.
Corrado Di Sante ha attaccato governo e Confindustria e ha messo in evidenza, tra l’altro, che il regolamento che la commissione di Vigilanza avrebbe dovuto varare dal 14 aprile non esiste ancora per cui “in Rai non si parla dei referendum e non ci sono gli spot e per quanto riguarda le radio e tv locali solo 4 hanno fatto richiesta degli spazi autogestiti non a pagamento”.
“Invitiamo anche le altre emittenti – ha detto Di Sante – ad avanzare richiesta al Corecom per consentire a noi di accedere a radio e tv. Chiediamo anche ai cittadini di informarsi e di diventare attivisti perché si tratta di un elemento di democrazia. Bisogna far capire che su questi temi possono decidere direttamente i cittadini”.
Di Sante ha annunciato che ci saranno altre manifestazioni, a Pescara, e cioè altre “azioni come questa, davanti alle sedi delle tv e nelle piazze. Venerdì i comitati parteciperanno allo sciopero della Cgil e nel pomeriggio ci sarà un incontro in Comune”.
Uno striscione campeggia da qualche giorno sul ponte del mare. C’è scritto: “Giù le mani dai referendum su acqua e nucleare”, un altro, esposto durante la manifestazione, reca la scritta: ”Noi siamo acqua, non privatizziamola”.
I rappresentanti dei comitati hanno anche indossato un bavaglio in segno di protesta contro il governo Berlusconi.
“Il governo – ha spiegato Renato Di Nicola, di Abruzzo Social Forum – sta mettendo in atto una doppia strategia per impedire che si raggiunga il quorum e, quindi, far fallire i referendum: da una parte annuncia interventi legislativi su acqua e nucleare che renderebbero non più necessari i referendum, dall’altra impone il silenzio agli organi di stampa e soprattutto alle televisioni”.
In giornata, una delegazione dei comitati incontrerà il prefetto di Pescara, Vincenzo D’Antuono, al quale chiederà “che vengano ristabilite immediatamente le regole democratiche, ripristinato il diritto dei cittadini ad essere informati e non imbrogliati dal gioco sporco messo in atto dal governo Berlusconi per evitare che l’Italia decida di abbandonare definitivamente il nucleare e per regalare l’acqua pubblica ai privati e quindi alle regole del profitto”.
Per far valere le loro ragioni, i rappresentanti dei comitati prenderanno parte, nei prossimi giorni, ad una serie di manifestazioni organizzate in varie città abruzzesi.
Venerdì 6 parteciperanno, presso la sala consiliare del Comune di Pescara, anche all’incontro pubblico sull’acqua, a cui parteciperà il vescovo Luis Infanti del Cile.






