L’AQUILA – Sono 8.089 le famiglie abruzzesi che hanno beneficiato del Reddito di inclusione (Rei) nel 2018, per un totale di 20.697 persone coinvolte ed una media di 267,28 euro mensili.
È quanto emerge dai dati pubblicati dall’Osservatorio statistico dell’Inps sul Reddito di inlcusione, misura di comtrasto alla povertà condizionata alla valutazione della condizione economica del nucleo familiare. Dal primo gennaio 2018 ha sostituito il Sia (sostegno per l’inclusione attiva).
Il Rei si compone di due tipologie di intervento: un beneficio economico, erogato mensilmente, e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.
Dati non del tutto confortanti se si pensa che finora è stata raggiunta poco più di metà della platea potenziale individuata dal governo Gentiloni.
A livello nazionale, infatti, sono stati erogati benefici economici a 462.170 nuclei familiari, raggiungendo 1.329.325 persone, mentre sono circa 2,5 milioni (700mila nuclei) le persone che ne avrebbero diritto.
La maggior parte dei benefici sono stati erogati al Sud (68%), con interessamento del 71% delle persone coinvolte. Il 47% dei nuclei beneficiari di Rei risiede in sole due regioni: Campania e Sicilia. Calabria, Lazio, Lombardia e Puglia coprono un ulteriore 28% dei nuclei. Quanto alla cittadinanza del richiedente, la prestazione nell’11 per cento dei casi risulta erogata ad un extracomunitario, al nord l’incidenza sale al 29 per cento.
Il tasso di inclusione del Rei, ovvero il numero di persone coinvolte ogni 10mila abitanti, nel 2018 risulta pari a 220. Raggiunge i valori più alti in Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente 634, 603 e 447) e i valori minimi in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (37 e 28).
L’importo medio mensile del Rei erogato nel 2018, pari a 295,88 euro, risulta variabile a livello territoriale, con un intervallo che va dai 237,01 euro per la Valle d’Aosta ai 327,63 euro per la Campania. In Abruzzo l’importo mensile del Rei è stato di euro 267,28.
L’importo varia sensibilmente a seconda dei componenti del nucleo familiare, passando da 176 euro per i nuclei monocomponenti a 426 euro per i nuclei con 6 o più componenti. A livello nazionale i nuclei con minori sono 243mila e rappresentano il 53 per cento dei nuclei beneficiari, coprendo il 71 per cento delle persone interessate. La classe modale dei nuclei con minori è quella con quattro componenti, che rappresenta il 32 per cento del totale.
I nuclei con disabili sono 82 mila e rappresentano il 18 per cento dei nuclei beneficiari, coprendo il 17 per cento delle persone interessate.
I dati pubblicati dall’Inps offrono uno spunto prezioso di riflessione in vista del reddito di cittadinanza, atteso ad aprile. I criteri di accesso, anche in questo caso, sono molti e il meccanismo può incontrare qualchefatica a mettersi in moto.
In particolare, per avere accesso al Rei, le famiglie devono risiedere in Italia da almeno cinque anni e rispettare vari paletti: l’Isee deve essere inferiore a 6mila euro; inoltre non bisogna superare i 3mila euro di Isre, l’indicatore che si ottiene prendendo il reddito del nucleo e sottraendo le detrazioni. Il valore degli immobili, prima casa esclusa, non può superare i 20mila euro mentre il patrimonio mobiliare (depositi e conti corrente) deve stare sotto i 10mila. Niente sussidio per chi ha assegno di disoccupazione o possiede un’auto nuova o una barca.
Il reddito di cittadinanza, invece, avrà soglie più alte ma anche qui ci sono tante verifiche da compiere. A partire da quelle sulla residenza in Italia che deve esserci da almeno dieci anni, con gli ultimi due continuativi. Poi i requisiti economici: l’Isee massimo sarà 9.360 euro, immobili sotto i 30mila euro, risparmi inferiori a 10mila euro per le famiglie e 6mila per i single. Sarà inoltre escluso chi recentemente ha comprato una moto nuova di grossa cilindrata o possiede barche.





