TERAMO – Salvatore Parolisi dovrà attendere l’esito del processo a suo carico nel carcere di Castrogno a Teramo. È quanto riporta il sito Tgcom.it.

La decisione è stata presa dal gip Marina Tommolini, che ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai legali. Il caporalmaggiore è detenuto con l’accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea nell’aprile dell’anno scorso.

Il gip ha depositato la sua decisione, dopo il parere negativo espresso dalla procura teramana, motivandola con la necessità della custodia cautelare in carcere per la gravità del reato commesso e per una sorta di opportunità rispetto al rapporto con la figlioletta, visto che viene accusato di averne ucciso la mamma.

Proprio il ruolo della bambina è stato di recente citato, in previsione di una sua probabile costituzione di parte civile nell’eventuale processo con il rito abbreviato contro il padre Parolisi. Lo stesso gip Tommolini si appresta, il prossimo 12 marzo, a valutare la possibilità di concedere a Parolisi la celebrazione del processo per uxoricidio pluriaggravato con il rito abbreviato condizionato a una super-perizia.

E’ notizia di oggi, riportata al quotidiano Il Centro, di una lettera minatoria inviata al caporalmaggiore accusato dell’omicidio della mamma di Somma Vesuviana (Napoli).

LA LETTERA DI MINACCE RECAPITATA IN CARCERE

Una lettera con minacce di morte fatta recapitare da un mafioso.

Era tra la corrispondenza che ha ricevuto Salvatore Parolisi nel carcere di Teramo, dove si trova dal luglio del 2011 con l’accusa di aver ucciso la moglie, Melania Rea, con 35 coltellate nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo).

Lo rivela il quotidiano Il Centro.

La missiva proviene da un uomo detenuto nel carcere di Cosenza per reati di’ndrangheta ed è stata sequestrata dalla procura che indaga sull’omicidio.

“Peccato che non ti hanno mandato in questo carcere perché ti avrei ucciso con le mie mani. Le donne non si toccano mai. Ma forse un giorno ci incontreremo e allora saprò cosa fare”, questo il messaggio minatorio inviato.

Per oggi, intanto, è atteso il pronunciamento del gip Marina Tommolini sulla richiesta di arresti domiciliari fatta dai difensori del caporal maggiore.

La procura ha dato il proprio parere negativo perché l’uomo potrebbe continuare ad inquinare le prove.