CHIETI – “A certi personaggi di Forza Italia in Abruzzo, li manderei tutti a zappare il terreno”.
L’invito o la minaccia, a seconda dei punti di vista, arriva da Antonio Razzi, senatore azzurro di San Giuliano Teatino, che a lungo silente sulle vicissitudini che lacerano il suo partito in Abruzzo vuota il sacco e attacca in particolare la componente ex-aennina, ovvero i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo e il deputato Fabrizio Di Stefano. Prende le difese del segretario regionale Nazario Pagano, che però “non sa difendersi”. E arriva a proporre di azzerare tutto, con gli anziani, lui compreso, che si fanno da parte, per lasciare il partito ai giovani. Via tutti gli anziani, a parte uno, ovviamente, Silvio Berlusconi.
Razzi comincia a togliersi qualche sassolino con Sospiri.
“Con lui ho rapporti molto freddi da quando ha preso le difese del consigliere comunale di Montesilvano Anthony Aliano, che si era vantato su facebook di aver schiaffeggiato un romeno. Io al contrario, visto che mi aveva chiamato indignato anche il ministro degli esteri della Romania, ho condannato subito il gesto, e ho invitato il consigliere a dimettersi”.
E poi arriva il turno di Febbo e Di Stefano.
“Mauro Febbo? Un altro tipo da 90 – ironizza Razzi – uno che vuole comandare, lo conosco poco, e francamente no mi interessa conoscerlo meglio”.
Di Stefano invece, che incrocia più volte a Roma, per Razzi “va dove gira il vento. Un giorno saluti e pacche sulle spalle, il giorno dopo manco ti vede”.
Razzi poi definisce il partito in Abruzzo litigioso, e pieno di prime donne, in particolare nella sua provincia.
“Quello di Chieti – spiega Razzi – è stato sempre un territorio tendenzialmente di destra, eppure negli ultimi anni abbiamo perso tutte le elezioni, e ora è quasi tutto in mano al Partito democratico. Però a Chieti, in Forza Italia, tutti vogliono comandare lo stesso. Ed è una vergogna, che esponenti di Forza Italia del chietino la sera venivano con me ad ascoltare i tanti big del partito che il sottoscritto ha portato in Abruzzo in campagna elettorale, e poi finita la manifestazione, si mettevano a parlare male alle spalle”.
Infine il giudizio sul presidente regionale Pagano.
“Poveraccio – commenta Razzi – non vorrei essere al suo posto, a gestire un partito così litigioso, però dovrebbe imparare a difendersi meglio, ad essere più incisivo. Comunque lo preferisco lui a un ex di Alleanza nazionale”.
La soluzione per Razzi è dunque azzerare tutto, ricominciare dai giovani.
“Noi vecchi dobbiamo farci da parte, abbiamo fallito, siamo noi i responsabili delle sconfitte elettorali, il partito va radicalmente rinnovato”.
Tutti i vecchi ai giardinetti, dunque, tranne uno ovviamente…
“Berlusconi è il capo, lui non si tocca, anzi deve riprendere in mano il partito. Se Berlusconi si ritirasse, Forza Italia sarebbe finita, non ci sarebbe più trippa per gatti. A cominciare per quelli che anche nel partito abruzzese si sentono chissà chi”. (f.t.)





