L’AQUILA – Quello che gli investigatori immaginavano, ovvero che nella gang dei rapinatori della gioielleria Ranieri ci fosse anche un aquilano, è stato confermato dalle indagini. Infatti tra i quattro arrestati spunta anche Marco Alfonsi, un 42enne del posto, insieme a Salvatore Moreci di 55 anni, originario di Termini Imerese (Palermo), ma da anni residente in città e indagato anche in una vicenda di spaccio, considerato il basista, Cristian De Lucia di 44 anni di Latina e Roberto Sambrini di 53 anni di Roma.
I laziali e il siciliano sono in carcere, l’aquilano è ai domiciliari per il ruolo più marginale. Va comunque precisato che anche Moreci, pur non essendo aquilano, vive in città da tempo e avrebbe avuto, per l’appunto, il ruolo di basista.
L’aquilano, per la verità, sarebbe coinvolto limitatamente al furto delle targhe usate poi sul furgone adoperato per un sopralluogo e fuga, ma non nella rapina. Di lì la decisione di tenerlo ai domiciliari.
Secondo la ricostruzione della polizia gli autori materiali della rapina sarebbero stati De Lucia e Sambrini i quali, con i volti nascosti e armati di una pistola, hanno fatto irruzione nel negozio e hanno portato via la refurtiva.
La squadra mobile utilizzando le immagini delle telecamere, intercettazioni, perquisizioni e altri mezzi investigativi, ha incastrato i quattro e il gip Marco Billi ha dato l’ok alle richieste di arresto della Procura della Repubblica per quel colpo avvenuto il 27 gennaio scorso in centro storico.
Nonostante la celerità investigativa il bottino, ovvero orologi di valore per 80mila euro, era stato già immesso nel mercato illegale e difficilmente sarà possibile recuperarlo. Gli arresti, comunque, hanno avuto un effetto rassicurante nella città sconvolta da una azione impensabile proprio in Corso Vittorio Emanuele.






