CASTEL DI SANGRO – Il dramma di Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa e fatta a pezzi a Macerata, ha sconvolto anche la comunità di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila.

È della cittadina abruzzese, infatti, il fidanzato della ragazza, che ha provato a lungo a farla uscire dal tunnel della droga.

Il giovane è nato e cresciuto a Castel di Sangro, anche se oggi vive a Roma insieme alla sua famiglia.

Della triste vicenda, secondo quanto raccontato dal Messaggero, il giovane sarebbe stato informato dagli operatori di un centro, dove si troverebbe in questo periodo, per problemi di salute.

I due ragazzi, dopo l’incontro in un ospedale della capitale, avevano intrapreso una bellissima storia d’amore, condividendo gioie, dolori e varie difficoltà incrociate durante il loro cammino.

In alcuni scambi di commenti su Facebook, Vincenzo, insieme a cuori e fiori scriveva: “Dove sei? Devi farti aiutare. Da sola non vai da nessuna parte”. E lei: “Roccia mia, so che ho le ali sporche, ma un giorno volerò da te”.

 

Per l’omicidio di Pamela è stato arrestato Innocent Oseghale, 29enne nigeriano con il permesso di soggiorno scaduto da un anno. L’uomo, assistito dall’avvocato Monia Fabiani, si trova nel carcere di Montacuto (Ancona) accusato di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere.

L’autopsia non ha chiarito le cause del decesso della giovane che si era allontanata il 29 gennaio dalla comunità di recupero Pars di Corridonia (Macerata) e che sarebbe entrata in contatto con Oseghale, che ha precedenti per spaccio di stupefacenti, forse per acquistare droga. La giovane potrebbe essere morta per un’overdose o uccisa e poi smembrata.