L’AQUILA – Uno spin off nato nell’Università dell’Aquila, un team ingegneristico specializzato nello sviluppo completo di sistemi elettromeccanici, che capitanati dal 39enne ingegnere aquilano, Flavio D’Innocenzo, ex dottorando dell’ateneo, è ora una impresa che cammina sulle sue gambe, con 12 dipendenti e vicina al milione di euro di fatturato, con clienti anche internazionali. Ironia della sorte, occupando gli stessi spazi da cui sono andati via i cinesi di Zte, sfumati i suoi progetti sul 5g. E dove si studiano anche motori elettrici che possano fare a meno dei magneti realizzati con le ‘terre rare’, per emanciparsi dal quasi monopolo cinese.
E’ l’incoraggiante storia di R13 tecnology, che ha festeggiato l’insediamento nella sua nuova sede al Tecnopolo d’Abruzzo a L’Aquila, con il taglio del nastro, e un convegno dedicato alla attività dell’impresa, alla presenza, oltre che dell’amministratore unico D’Innocenzo, di Roberto Romanelli, direttore del Tecnopolo d’Abruzzo, di Vincenzo Stornelli , direttor del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del consigliere comunale, di Livio Vittorini, presidente commissione Bilancio, di Fabio Graziosi, direttore del Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica, e altri rappresentanti del mondo accademico.
“Sicuramente una bella giornata – ha esordito Romanelli -, per il Tecnopolo, che si conferma una eccellenza del centro sud Italia, con grande capacità di attrarre realtà imprenditoriali dinamiche e giovani, ma ancor prima per L’Aquila e l’Abruzzo. In realtà R13 non è una new entry, erano già presenti qui da noi da tempo, poi sono cresciuti, e il Tecnopolo ha accompagnato e supportato questa crescita, per quel che riguarda le infrastrutture, nella strumentazione, nell’inserimento sul mercato. Hanno un programma di crescita molto interessante per la nostra città, e anche per le aziende già presenti nel Tecnopolo. Ed è bello vedere oggi in questa sala tanti professori universitari, i quali a vario titolo hanno collaborato per la crescita di questa realtà”.
Lo spin off è partito infatti dieci anni fa, e i ricercatori di R13 tecnology, avevano al Tecnopolo un laboratorio nella sede universitaria, per poi spostarsi in uno spazio più ampio, diventato però troppo stretto, con il crescere del volume di affari, della produzione e dei dipendenti.
Le competenze multidisciplinari consentono infatti a R13 tecnology di gestire oggi tutte le fasi del processo, dalla fattibilità alla realizzazione, ad esempio nei sistema di guida per trazione automobilistica, e per applicazioni industriali, nei banchi di prova e dimostratori tecnologici per testare e dimostrare le prestazioni avanzate dei prodotti, nella la realizzazione di motori elettrici raffreddati a liquido. E ancora per l’integrazione di tecnologie all’avanguardia nell’elettronica di potenza e nei sistemi di batterie, per i convertitori di potenza per applicazioni aerospaziali, per i prototipi di motori per biciclette elettriche, ed anche per gli “smart wearable device” sanitari, che monitorano in tempo reale i parametri vitali, come il respiro o la frequenza cardiaca.
La parola dunque a Flavio D’Innocenzo: “Oggi per noi ci sono tanti motivi di orgoglio, per una scommessa che stiamo vincendo. Siamo nati come ricercatori, ma da subito orientati al manufacturing, e abbiamo avuto una crescita esponenziale negli ultimi 18 mesi,
siamo passati da 4 assunti a tempo interminato a 12 di cui 9 ingegneri a tempo indeterminato,
un designer di prodotto e due addetti alla produzione, più altri 4-5 partner esterni che collaborano con noi. Siamo vicini al fatturato da 1 milione di euro, che sarà il trampolino di lancio per i prossimi tre anni, dove il nostro motto è ‘triplicare entro tre’, quindi arrivare ad un fatturato di 3 milioni entro 3 anni, e con 30 dipendenti assunti”.
Il mercato di riferimento, prosegue l’ingegnere, “è quello dell’automotive, quindi gestiamo 10-15 mila pezzi su diverse linee di prodotto per importanti partner italiani e europei e anche nell’ambito della progettazione abbiamo clienti di caratura internazionale”.
E rivela invece; ” noi siamo molto attenti alle tematiche ambientali, tant’è che stiamo sviluppando tecnologie innovative soprattutto nel mondo del mercato elettrico dell’automotive,
con l’obiettivo di svincolarci dalle ‘terre rare’ fondamentali oggi per i magneti dei motori elettrici,
la cui produzione è però al 99% cinese. Lo studio si sta concentrando sulla possibilità di realizzare motori capaci di fare a meno dei magneti”.
Grande soddisfazione ha espresso il sindaco Biondi: “una buona notizia, perché è un’azienda giovane, uno spin-off universitario che si espande e scommette nel futuro. E’ soprattutto anche un paradigma di come va l’economia, qui prima di questa azienda c’era un centro di ricerca dei cinesi, la Zte, adesso abbiamo un gruppo di ragazzi aquilani o di adozione aquilana, segno che c’è una grande voglia di investire in questa città che è l’università in grado di sfornare intelligenze e competenze determinanti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Vittorini: ” Il Comune dell’Aquila
ha creduto e continua a credere ad un Tecnopolo che cuba più di 1800 unità lavorative, e questo vuol dire che la nostra città conferma attrattività per le imprese. R13 tecnology una realtà che ha
praticamente triplicato quelle che sono le unità di lavoro e che si pone il prossimo triennio obiettivi sfidanti, quello dei motori elettrici, che vivono un momento per così’ dire ondivago, ma nello stesso tempo hanno diversificato i loro ambititi di attività e di business”,
Conclude il professor Vincenzo Stornelli: “Questo spin-off nasce nel Dipartimento che mi onoro di dirigere e confermiamo oggi la tradizione di un polo di ingegneria che ha formato tanti bravi ingegneri, e centrato l’obiettivo di trasferire la conoscenza in applicazioni industriali, in prodotti da lanciare nel mercato. E questo ne è un bellissimo esempio. E c’è poi anche l’attività di ricerca che prosegue, in R13, in un campo di grandissimo interesse, quello dei motori elettrici, in un momento in cui le materie prime nel nostro territorio scarseggiano e altri player mondiali invece ne hanno molte a disposizione, il che impone di trovare altre soluzioni tecnologiche”






