PESCARA, 20 APR – “Dopo quanto accaduto io non credo che il Pd abbia il diritto di esprimere un’altra candidatura. Il partito che ha bruciato prima Marini (che ho votato) e poi Prodi (che ho votato) non ha più alcun diritto. Ora il Pd faccia l’unica cosa possibile, chieda scusa al Paese”.

A sostenerlo è il più giovane degli elettori dei Consigli regionali, Camillo D’Alessandro, capogruppo Pd in Abruzzo, sul suo profilo Facebook.

“Il partito delle faide – aggiunge – degli ex, dei veti incrociati fatto da vecchi e da giovani vecchi. La portavoce del segretario che lo smentisce, Orfini che dichiara, l’altro che lo smentisce, Civati che pontifica, ma che gente è questa. Ho visto cose incredibili, gente che applaude la mattina e tradisce il pomeriggio. Questa classe dirigente non merita la passione ed il dolore di chi li ha mandati a essere classe dirigente del partito e del paese”.