L’AQUILA – Mancano solo le rifiniture per completare la nuova sede compartimentale dell’Anas, che dovrebbe essere pronta a metà dicembre.
Una struttura di aspetto e funzionalità avveniristiche, pensata e costruita all’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009 e con l’idea che con le scosse gli edifici aquilani dovranno sempre e comunque fare i conti.
Del valore di 10,4 milioni, interamente finanziati dall’Anas, la sede infatti avrà sistemi di monitoraggio continuo ospitati in una sala controllo nelle viscere dell’edificio.
Grazie alle fibre ottiche, i tecnici terranno d’occhio lo stato tensionale e le sollecitazioni del calcestruzzo, ma sarà monitorata anche l’accelerazione causata da eventuali eventi sismici.
A realizzare la struttura è un’associazione temporanea d’imprese tra l’aquilana Taddei Spa, azienda del gruppo Edimo, capofila dell’Ati, la Maltauro Spa e la Tamagnini impianti Srl.
Il valore di questa nuova sede lo spiega Mauro De Paoli, manager del progetto e direttore tecnico dell’Ati.
“Si tratta di una realizzazione importante – afferma – sia per L’Aquila sia, come immagine, per le aziende realizzatrici. Una sede avveniristica, per di più con tutti i requisiti di ecosostenibilità, visto che è in classe A. Inoltre, produce energia elettrica, 90 chilowattora, e non è poco”.
IL PROGETTO HI-TECH
La nuova sede (nella foto) è in corso di costruzione in un’area tra via Salaria Antica Est e via Rocco Carabba, nella zona Ovest della città, vicino alla sede del Tar.
Sarà una struttura a forma di anello, dello spessore di 12 metri, con diametro esterno di 55 e interno di 31. L’edificio avrà il classico colore rosso delle case cantoniere: un omaggio alle storiche strutture, mentre la forma circolare, ammettono i realizzatori, molto semplicemente vuole richiamare il concetto di una ruota d’auto.
Quattro i livelli sovrapposti. Il piano interrato accoglierà venti posti auto per i dipendenti, le centrali tecnologiche e i tre blocchi dei vani scala.
Al piano terra saranno ospitati gli uffici di front-office, la sala convegni da 100 posti, corredata di servizi accessori come bar e guardaroba, la sala operativa, la sala server, gli archivi e gli uffici dei sistemi informativi.
Il primo e il secondo piano conterranno gli uffici dedicati alle differenti aree: capo compartimento e amministrazione al primo livello, area tecnica di esercizio e nuove costruzione al secondo.
ENERGIA ELETTRICA DAL TETTO
Altra innovazione nella costruzione, l’uso di un calcestruzzo autocompattante, che non ha bisogno di compattazione in opera e per questo offre una garanzia di resistenza maggiore: un accorgimento già utilizzato per gli alloggi del progetto C.a.s.e..
La tamponatura esterna sarà realizzata con una facciata continua in profilo di alluminio e vetrocamera, con “lame” orizzontali come barriera frangisole.
Il tetto sarà ventilato, con carpenteria in legno di abete e una lamiera di alluminio come copertura. Sul tetto sarà installato un impianto fotovoltaico capace di produrre 90 chilowattora.
TEMPI
I lavori erano già cominciati il 31 agosto 2009, ma c’è stato uno stop a causa di un contenzioso e della risoluzione contrattuale tra le parti. Sono ripartiti dopo la firma di un nuovo accordo, avvenuta lo scorso 16 giugno.
Il primo getto di calcestruzzo c’è stato il 2 luglio, con la platea di fondazione, un unico corpo di 3 mila metri quadrati.
Al cantiere si è lavorato ininterrottamente, anche a Ferragosto, con doppi turni di dieci ore ciascuno, quindi anche di notte, con l’ausilio dell’illuminazione: l’ultimo concio di copertura, il tetto, è stato completato poche settimane fa, il 27 agosto.
Oggi la struttura di cemento armato può dirsi completa e restano appunto da concludere le rifiniture. I progettisti assicurano che è pienamente rispettato il cronoprogramma e che non dovrebbero esserci problemi rispetto alla data prevista di consegna, il prossimo 13 dicembre.
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