L’AQUILA – In occasione dei 40 anni dalla morte dell’ex arcivescovo dell’Aquila, poi cardinale, Carlo Confalonieri, amatissimo prelato dai fedeli del capoluogo di regione, pubblichiamo e riceviamo un saggio del professore e storico, Enrico Cavalli, che sintetizza la sua vita e il suo importante ruolo dal 1941 al 1950.

“A quasi un anno dall’ingresso dell’Italia nella “II Guerra Mondiale”, la chiesa aquilana, contemplava la chiusura dell’era arcivescovile del novarese Gaudenzio Manuelli, e, l’avvento del suo successore monsignor Carlo Confalonieri l’11 marzo 1941. Nato a Seveso di Milano da famiglia artigiana il 25 luglio del 1893, ordinato sacerdote alla “Gregoriana”, cappellano militare alla “Grande Guerra”, fu segretario personale nel 1921, del primate milanese Achille Ratti, il futuro Papa Pio XI (l’”ospite” aquilano dei sui nipoti Anteri-Persichetti nel’14); agli onori dela cronaca, emerse Confalonieri per la inaugurazione accanto al grande fisico bolognese Guglielmo Marconi della “Radio Vaticana” nell’aprile 1931 (che avrà un ruolo per le comunicazioni nella Seconda Guerra Mondiale, tanto da infastidire il “Terzo Reich”.

“Per taluni osservatori, l’ingresso del plenipotenziario vaticano a L’Aquila (così, dal regio decreto n.1891 del 23 novembre 1939), dalla Piazza della Fontana Luminosa, significava una sorta di omaggio al “Grande Comune” sorto nel luglio 1927 (aggregandosi “artificiosamente”, Arischia, Bagno, Camarda, Lucoli che torna libero nel’47, Paganica, Preturo, Roio, Sassa, San Vittorino frazione di Pizzoli; una “compensazione” concessa al formale “Capoluogo D’Abruzzo” per la perdita subita dei territori provinciali dell’”’ex’Circondario di Cittaducale e Mandamento di Popoli-Bussi”, entrati a far parte, rispettivamente, della Provincia di Pescara e di quella di Rieti nel gennaio 1927), per disegno del podestà Adelchi Serena, a capo del Partito Nazionale Fascista dall’ottobre 1940-41; invero, gli atti ufficiali e orizzonti profondi palesati dal presule milanese, in quel tempo difficilissimo, ebbene, sarebbero stati improntati alla normale diplomazia verso il regime fascista”.

“Nella stessa realtà seminariale e laicato religioso, permaneva l’eco sia della sezione locale del Partito Popolare Italiano di Vincenzo Rivera, sia del contrasto sul crinale educativo nel 1930-31, fra l’Azione Cattolica e Fascismo; ciò, sullo sfondo delle persecuzioni cristiane nei regimi atei dell’URSS., Spagna, Messico, debitamente, si rifletteva delle encicliche antitotalitarie dell’eletto a papa nel’22, Pio XI: “Non Abbiamo Bisogno” del’31, “Mit Brennender Sorge-Con Grande Rincrescimento” e “Divini Redemptoris- Di Divino Redentore” del’37. Grande la soddisfazione di Confalonieri, in una missiva indirizzata a Giulio Andreotti, succeduto alla presidenza della “Federazione Universitaria Cattolica Italiana” ad Aldo Moro, per la ricostituzione  del segretariato dei “Fucini” aquilani, intitolato per la parte maschile al cristiano sociale Giuseppe Toniolo, e, per quella femminile a Piergiorgio Frassati, l’erede della sabauda “La Stampa”, sì, vilipesa dal fascismo radicale nel 1922-24″.

“Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’Aquilano, facente parte delle retrovie germaniche della “Linea Von Vaerst Gustav” dal Tirreno all’Adriatico, contro gli Anglo-Americani, conosce, suo malgrado, la sequela di cruciali fatti bellici: nel 1943, il 12 settembre, la liberazione del “Duce” Benito Mussolini a Campo Imperatore del Gran Sasso d’Italia, da parte degli “alianti” germanici; il 23 settembre, l’eccidio alle “Casermette” di nove giovani “martiri” aquilani; l’8 dicembre, il bombardamento inglese alla “Stazione Ferroviaria” e “Zecca di Stato” col tesoro della “Wehrmacht-Esercito di Fanteria”; nel 1944, l’11 maggio, i mitragliamenti aerei Alleati a Rocca di Mezzo, Di Cambio, San Demetrio, frazione di San Gregorio; il 7 e 11 giugno, le rappresaglie di civili ad opera di “panzergrenadieren-granatieri dei carri armati” nelle frazioni comunali di Filetto ed Onna, prima del 13 giugno di Sant’Antonio e della “Liberazione”.

“In accordo al “Sostituto Segretario” di Stato Vaticano, Giambattista Montini il futuro Paolo VI nel 1963, unico e solo alto prelato fuori la curia romana, Confalonieri, ricevette in segreto dalla comunità israelitica internazionale ingenti somme di denaro destinate all’aiuto di centinaia di ebrei in Abruzzo e provenienti da Roma e dall’estero.Causa la distruzione della “Zecca di Stato” sopra la “Stazione Ferroviaria”, pure, Confalonieri, riceveva dal “Governatore” della “Banca D’Italia”, Vincenzo Azzolini, il modello delle banconote da “mille lire” e ben novanta quintali di carta filigranata, occultandole alla “Wehrmacht…”, peraltro, tenendo, i generali allacci alla Capitale grazie ai funzionari
bancari (Walter Cavalieri, L’Aquila in guerra, il secondo conflitto mondiale sul territorio del capoluogo e della provincia, L’Aquila, GTE., 1994, pp.223-226)”.

“Quella che fu la valorosa resistenza “bianca” aquilana, ebbe come referenti il canonico Giovanni  Di Loreto ed Amalia Agnelli; a sprezzo di ogni pericolo, per dare asilo ai prigionieri Alleati, ebrei, oppositori politici, provvidero, in spirito di abnegazione e servizio i religiosi/e e laici/che dell’Aquila.
Riguardo al silenzio sull’eccidio dei “nove martiri aquilani”, oltre il naturale conforto religioso a quelle vittime innocenti, che fosse stata una decisione presa in “buona fede”, per evitare, ulteriori afflizioni alla popolazione, da parte dell’”Archidiocesi”, valga, quanto essa si sia opposta con successo alle tante sentenze capitali e di deportazione del “Tribunale Speciale” della “Geestaat Polizei-Polizia di Stato” di stanza, principalmente, al nosocomio di Collemaggio; senza contare la diplomazia febbrile svolta da Confalonieri, perché L’Aquila fosse “città aperta” (esentata dai bombardamenti), e, per persuadere la “Wehrmacht” ed i “Repubblichini” in ritirata verso Salò, al disinnesco delle cariche esplosive in edifici e ponti dell’Aquilano, sull’abbrivio degli Alleati e delle varie bande partigiane il 13 giugno 1944; di qui, nella memoria collettiva l’uso del termine “Miracolo di Sant’Antonio” per ricordare lo scampato pericolo cittadino”.

“Per finire dei drammatici momenti locali, Confalonieri, aveva invocato la protezione della “Madonna del Popolo Aquilano” venerata alla chiesa di San Marco in centro storico; gli “agiografi-studiosi del sacro” denominarono il biennio 1943-44, come “luminoso” per la storia ecclesiastica aquilana, e, non solo; gli aquilani, palesarono devozione, tramite il quinto centenario di San Bernardino Da Siena, poi, della sua canonizzazione, il tredicesimo cinquantenario della incoronazione di Celestino V, con esposizione delle sue reliquie sacre, la ricognizione “medica” dei venerati corpi delle “beate” Antonia Da Firenze e Cristina Di Lucoli, l’elevazione consacrata da Pio XII, di San Vittorino a Compatrono della città che riannodando le fila della “Perdonanza” vede, Confalonieri, prestare il suo volto per la “maschera di cera” di Celestino V nel 1944 (alla basilica di , un momento di intimità familiare per l’Arcivescovo che unirà in matrimonio sua nipote”.

“Carla Fumagalli con Enrico Zuppi giornalista vaticano e dal matrimonio nascerà Matteo Zuppi, futuro presidente della Commissione Episcopale Italiana); all’Aquila, il “culto mariano” assunse crismi di enorme penitenzialità collettiva a Piazza Del Duomo, poi, l’effige della “Madonna Di Roio”, riportata al suo Santuario, in disponibilità arcivescovile per il “Concordato” del 1929, da interminabile processione di gente devota a ciascuna delle “tredici sacre edicole”, pretese da Confalonieri; impressionante, la cornice di fede popolare per i cortei “d’incoronazione” della “Madonna Di Cittaducale”, “D’Appari”, “Dei Colli di Barete”, ancora, della “Madonna del Popolo Aquilano”.

“Nell’aspra tensione ideologica, Confalonieri, curò la comunicazione sociale col periodico “Voce Amica” (fino agli anni’70, essendo abbinato a “L’Osservatore Romano”), attento alle questioni sul tappeto nazionale ed a quelle schiettamente municipali; tale foglio nel marzo del 1947, sottolineava quanto l’ecclesialità cittadina, nonostante campagne laiciste di delegittimazione, sovvenisse le famiglie bisognose, distribuendogli generi di ogni necessità, prima anche della serie di aiuti americano “Piano George W. Marshall”; sostenesse L’Aquila, chiamata a difendere il titolo di “Capoluogo D’Abruzzo”, quanto a riprendere le istituzioni universitarie (ciò, avverrà grazie all’”ex” popolare Vincenzo Rivera il 18 agosto 1964), e, la prospettiva del collegamento autostradale Roma-L’Aquila-Adriatico, tramite parole coerenti, rispetto a forze politiche, in questo generale sforzo locale, “a targhe alterne”; non avesse timore di polemizzare con gli altri giornali locali per ridenominare “San Salvatore” la “Scuola Elementare” del centro storico, poi, intitolata “Edmondo De Amicis”.

“L’”Archidiocesi”, stimolò intraprendenti prelati e la locale sezione dell’”Associazione Cattolica dei Lavoratori Italiani” alla fondazione del periodico “Il Risveglio d’Abruzzo” per una dialettica fra Chiesa e parte laica di alto tenore culturale e democratico al tempo delle tornate elettorali del 1946, per il “referendum” istituzionale tra Monarchia e Repubblica e conseguente “Assemblea Costituente”, e, del ’48, per via della sconfitta del “Fronte Socialista-Comunista” e la vittoria della Democrazia Cristiana, ove militava l’aquilano di adozione (perché fiorentino di nascita) Lorenzo Natali, l’”alter ego” in Abruzzo, causa la progressiva scelta monarchica di Vincenzo Rivera, del vastese Giuseppe Spataro.
Nel mentre del rinnovamento archidiocesano, Confalonieri, fu richiamato a Roma nel 1950, in qualità di titolare della “Diocesi” onorifica di Nicopoli Al Nesto, “Segretario” della “Sacra Congregazione dei Seminari ed Università”, “Concistoriale” , sicché la municipalità, per gratitudineconferirà al cardinale milanese, tra i candidati alla successione a Pio XII nel 1958, l’onorificenza di “defensor civitatis”.

“Anche nei pontificati di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Confalonieri, assomma cariche impegnative fra cui quella di Decano Collegio Cardinalizio, senza mancare di rapportarsi all’Aquila, stampandovi il Suo “Decennio Aquilano 1941-1950” (“come tributo di riconoscenza e cordiale saluto”) nel 1966, dando slancio alle iniziative celestiniane perché partecipa alla ricognizione sulla teca del pontefice “rinunciatario” da parte di Paolo VI nel 1972, e, alla nuova fase della “Perdonanza” nel 1983, nel mezzo, accompagna Giovanni Paolo II alle manifestazioni del sesto centenario di nascita bernardiniana.
Carlo Confalonieri, spirava a Roma il 1 agosto 1986, L’Aquila, dedicandogli “Via” in zona San Sisto e l’”Archidiocesi”, intitolandogli la “Biblioteca” presso l’”Istituto Superiore di Scienze Religiose” in centro storico, a rafforzare la riflessione di un lascito condiviso da una comunità intera”. (Foto wikipedia)