L’AQUILA  – “Biondi non ci stupisce più; ormai, abbiamo capito che è un mestierante della propaganda politica. Ogni giorno, la sua squadra di comunicatori lautamente pagata dalle aquilane e dagli aquilani racconta delle magnifiche sorti e progressive della città, disegnando una realtà assai diversa dalla quotidianità che vivono cittadine e cittadini. A volte, però, la verità squarcia il velo della propaganda e, allora, il sindaco risponde in maniera violenta, sguaiata, parlando alla pancia dell’elettorato: chi pone delle critiche è un gufo, non vuole bene alla città, gode delle difficoltà del territorio”.

Questo l’incipit della nota Nello Avellani, segretario Pd L’Aquila., che controreplica al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fdi, sulla vicenda dei dati non esaltanti della classifica del Sole 24 ore sulla qualità della vita.

LA NOTA COMPLETA
È successo, di nuovo, in queste ore: come Partito democratico, abbiamo messo in evidenza i dati – sconfortanti – che arrivano dalla classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita, su alcune questioni strategiche che dovrebbero preoccupare l’amministrazione comunale (e ne citiamo soltanto alcune): l’inefficienza del sistema sanitario, con le cittadine e i cittadini costretti a farsi curare altrove o rivolgersi ai privati; lo stato drammatico delle reti di distribuzione dell’acqua potabile, che gli aquilani riscontrano ogni giorno con continue interruzioni del servizio; il basso tasso di occupazione, in particolare tra i giovani, a fronte del risibile numero di nuove imprese registrate; i dati, avvilenti, su raccolta differenziata, fragilità urbana, tasso di motorizzazione, un segno chiaro dell’assenza di politiche sul trasporto pubblico, ed indice di sportività sebbene ci si continui a raccontare come ‘città capitale dello sport’.

Dinanzi alla realtà delle rilevazioni del Sole 24 Ore, le stesse che giusto 12 mesi fa avevano portato l’amministrazione a ‘festeggiare’ per alcuni insignificanti miglioramenti, Biondi non ha trovato altra risposta che accusare il nostro partito di “godere dei momenti di difficoltà che coinvolgono la comunità”, facendo riferimento, addirittura, ad una presunta chat interna del Pd dove si sarebbe festeggiato per la mancata assegnazione del riconoscimento di Capitale italiana della cultura nel gennaio 2021.

Detto che, finalmente, anche il sindaco dell’Aquila si è accorto che ci sono delle difficoltà, delle criticità da affrontare, e sarebbe utile che tornasse a svolgere la funzione assegnatagli dalle cittadine e dai cittadini considerate le sue continue assenze nelle Giunte e nei Consigli comunali, impegnato com’è a tentare di scalare le gerarchie nazionali del suo partito per un posto al sole in Parlamento, fino ad oggi vanamente inseguito, questo stile ‘meloniano’ dell’attacco diffamatorio agli avversari politici non ci intimorisce affatto.

Non accettiamo lezioni da chi, a proposito di momenti di difficoltà, non si è fatto scrupoli a fare campagna elettorale persino nei cimiteri, facendosi riprendere davanti alle bare dei defunti. Non accettiamo lezioni da chi, pur di strappare un voto in più nell’ormai lontano 2017, promise cinicamente alle famiglie scuole sicure e funzionali per le bambine e i bambini in pochi mesi: sono passati 8 anni, non si è fatto niente di quanto promesso.

Non accettiamo lezioni da chi, pur di cancellare l’immane sforzo di ricostruzione dell’amministrazione comunale di centrosinistra che, davvero, dovette affrontare momenti di difficoltà straordinaria all’indomani del sisma, ha cestinato tutti i progetti ereditati pur di non riconoscere i meriti di chi l’aveva preceduto.

Non accettiamo lezioni da una destra che è stata capace persino di farsi scudo delle cittadine e dei cittadini, invitandoli a non pagare le utenze delle abitazioni Case e Map pur di ottenere qualche preferenza a danno delle casse del comune. Potremmo andare avanti.

La nostra comunità si è battuta fin dal primo giorno per garantire la ricostruzione materiale e immateriale del territorio: noi siamo quelli che hanno portato le carriole in Parlamento per difendere i diritti delle aquilane e degli aquilani, che hanno preso le manganellate battendosi contro l’assurda richiesta di restituzione delle tasse all’indomani del sisma; siamo quelli che hanno occupato l’autostrada, che hanno restituito la fascia tricolore del sindaco al Presidente della Repubblica, che non hanno mai avuto paura di contestare duramente anche governi amici per il bene del territorio. Siamo quelli che si sono battuti per evitare che la città venisse spogliata di tutte le sue funzioni essenziali.

Siamo quelli che hanno ottenuto i fondi per la ricostruzione che ancora oggi Biondi sta utilizzando, che hanno inventato il meccanismo del 4% delle risorse destinate allo sviluppo socioeconomico che Biondi sta sperperando.

Siamo quelli che hanno scommesso sul GSSI, che hanno portato all’Aquila il MAXXI, che hanno immaginato la Scuola nazionale della Pubblica amministrazione.

Siamo quelli che hanno evitato che gli aquilani dovessero restituire le tasse non versate in emergenza, che si sono battuti per i fondi del PNRR, con cui Biondi sta alimentando la sua macchina del consenso, quelli che hanno strappato un fondo complementare per i crateri 2009 e 2016, l’unica misura verticale, pensata per un territorio specifico, dentro il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Questo è il Pd, altro che “godere dei momenti di difficoltà”: Biondi si dovrebbe vergognare, e dovrebbe mostrare maggiore rispetto per chi, negli anni davvero difficili, ha saputo garantire risorse e misure straordinarie che gli consentono, oggi, di poter amministrare.

Piuttosto, ci dica a cosa sono dovute le attuali difficoltà, com’è possibile che, con il monte di risorse disponibili come mai prima d’ora tra fondi per la ricostruzione, fondi Restart in parte da spendere e, per oltre 100 milioni, ancora da programmare, Pnrr, Fondo complementare e fondi europei, ci siano criticità così pesanti.

Ci dica che fine hanno fatto le opere pubbliche già progettate e finanziate dalla passata amministrazione di centrosinistra, che risultati concreti hanno restituito i milioni e milioni di euro investiti dalla sua amministrazione in questi anni (quasi 40 milioni soltanto per la cultura…). Ci dica perché ha deciso di stravolgere il volto del centro storico, senza alcun confronto con le cittadine e i cittadini: sappia che saremo quelli che cancelleranno le sue brutture.

Altro che immaginifiche chat interne del Pd: Biondi dia risposte alle cittadine e ai cittadini. E magari, la smetta di fare il dirigente di Fratelli d’Italia e inizi, da sindaco del capoluogo, ad incalzare il suo governo che, ad oggi, non ha mosso un dito per la città dell’Aquila.