PESCARA – Pescara guadagna cinque posizioni e sale al 44esimo posto, mentre Chieti ne perde dodici e scende al 75esimo; nel mezzo ci sono L’Aquila, 63esima posizione, una in meno, e Teramo, 68esima posizione, invariata.

Questi i dati per le province abruzzesi contenuti nel rapporto Qualità della vita 2022, l’indagine annuale del Sole 24 Ore, pubblicata oggi dal quotidiano economico. Un’edizione, quella di quest’anno, che dà ampio spazio alle ricadute sul territorio dei grandi shock 2022: guerra in Ucraina, caro-energia, inflazione.

I 90 indicatori statistici alla base dell’indagine, di cui 40 aggiornati al 2022, presentano una serie di novità: due indicatori sull’inflazione; un pacchetto di indicatori su energia da fonti rinnovabili/riqualificazioni energetiche/consumi energetici; l’indice della partecipazione elettorale alle ultime elezioni politiche di settembre 2022; nove indici sintetici inclusi nell’indagine che aggregano più parametri (qualità della vita di giovani, bambini e anziani, qualità della vita delle donne, ecosistema urbano, indice della criminalità, indice di sportività, indice del clima, iCityrank sulle città digitali).

Si confermano alcuni indicatori storici dell’indagine: valore aggiunto pro capite; prezzi delle case e incidenza dei canoni di locazione sul reddito medio dichiarato; imprenditoria giovanile; giovani Neet; ore di cig ordinaria; infortuni sul lavoro; indice della qualità dell’aria; tasso di motorizzazione; indice di litigiosità nei tribunali; mortalità da incidenti stradali; numero di bar, ristoranti, librerie e palestre; agriturismi; indice di lettura; verde urbano; banda larga ultraveloce; amministratori comunali under 40.

Pescara ha ottenuto un punteggio complessivo pari a 523,73: la provincia del capoluogo adriatico è al 20/o posto per Cultura e tempo libero, al 23/o per Demografia e società, al 31/o per Ambiente e servizi, al 48/o per Affari e lavoro, al 55/o per Giustizia e sicurezza e al 70/o per Ricchezza e consumi. La performance migliore è quella relativa all’offerta di spettacoli, che pone la provincia al terzo posto in Italia, mentre la peggiore è quella relativa ai Reati legati agli stupefacenti (98/a).

La provincia dell’Aquila raggiunge 495,13 punti: è 35/a per Demografia e società, 42/a per Giustizia e sicurezza, 61/a per Cultura e tempo libero, 64/a per Affari e lavoro, 67/a per Ricchezza e consumi e 75/a per Ambiente e servizi. La performance migliore è quella relativa all’indice di criminalità, terza posizione, mentre la peggiore è quella relativa alla Banda larga (105/a).

La provincia di Teramo raggiunge 488,08 punti: è al 37/o posto per Ambiente e servizi, al 43/o per Cultura e tempo libero, al 59/o per Affari e lavoro, al 69/o per Demografia e società, al 74/o per Ricchezza e consumi e al 76/o per Giustizia e sicurezza. La performance migliore è quella relativa ai Canoni medi di locazione (quinta posizione), mentre la peggiore è quella relativa al Reddito medio da pensione di vecchiaia (106/a).

Infine c’è Chieti, provincia abruzzese che registra la flessione più marcata, con un punteggio pari a 468,84: è 23/a per Giustizia e sicurezza, 69/a per Cultura e tempo libero, 73/a per Ricchezza e consumi, 74/a per Demografia e società, 85/a per Ambiente e servizi, 102/a per Affari e lavoro. La performance migliore è quella relativa ai Canoni medi di locazione (ottava posizione), la peggiore è quella relativa alle Piste ciclabili (106/a).

A livello nazionale la provincia di Bologna si aggiudica anche nel 2022 il primo posto della classifica: è la quinta volta in 33 anni.

Analizzando alcuni risultati a livello regionale, l’Emilia-Romagna mostra un buon posizionamento: accanto a Bologna, seguita sul podio da Bolzano e Firenze, la classifica vede Parma al nono posto e Reggio Emilia al 13esimo. Le province del Trentino Alto Adige restano salde nella top ten, con Bolzano al secondo e Trento al quinto posto. In Toscana sono tre le province presenti in cima alla classifica: oltre a Firenze, le new entry Siena, che arriva al quarto posto (+11 posizioni), e Pisa (+12 posizioni) al decimo posto.

Tra le città metropolitane, Milano, che nel 2021 era in seconda posizione, resta nella top ten, ma scende all’ottavo posto; Roma scivola al 31esimo (-18 posizioni); Cagliari sale di due posizioni (18esimo posto), Genova è al 27esimo posto (perde solo una posizione), Torino al 40esimo (-12 posizioni). Sul fondo Napoli (98esimo posto, in discesa di otto posizioni) e Palermo (88esimo posto, +7 posizioni).

Per quanto riguarda i sei ambiti in cui sono suddivisi i 90 indicatori, il podio vede in cima per ‘ricchezza e consumi’ Belluno, Bologna e Bolzano; per ‘affari e lavoro’ Milano, Trieste e Roma; per ‘demografia salute e società’ Bologna, Modena e Roma; per ‘ambiente e servizi’ Pisa, Siena e Aosta; per ‘giustizia e sicurezza’ Oristano, Pordenone e Sondrio; per ‘cultura e tempo libero’ Firenze, Trieste e Gorizia.

Questo 33esimo appuntamento della classifica vede anche la nuova edizione dell’Indice della qualità della vita delle donne, che sintetizza 12 parametri. Ad offrire maggior benessere alle donne è la provincia di Monza e Brianza, seguita da Treviso (vincitrice della prima edizione, nel 2021) e Cagliari.

A dare slancio alla provincia lombarda sono, in particolare, i dati relativi all’inserimento delle donne nel mondo del lavoro: Monza e Brianza registra il gap occupazione di genere più basso in Italia (pari al 7,1% contro una media nazionale del 19,4%), uno dei tassi di occupazione femminile più alti del Paese (69%) e il record di giornate retribuite a dipendenti donne (il 75,3% del massimo teorico). Inoltre, è terza dietro a Cagliari e Trento per speranza di vita delle donne con 86,1 anni (circa quattro anni in più rispetto a Siracusa, ultima in questo indicatore).