MOSCA – Il premier russo Dmitri Medvedev ha affermato oggi che le Pussy Riot “non dovrebbero essere in carcere”.
“Se fossi il giudice non le avrei messe in prigione. Semplicemente, non ritengo giusto che siano private della libertà. Hanno già scontato parecchio, può bastare”, ha detto il premier russo pur confermando, come già in precedenza, di provare “forte antipatia” per le ragazze della band, condannate a due anni per una preghiera “blasfema” nella cattedrale di Mosca.
Sulla eventuale liberazione anticipata di Nadezhda Tolokonnikova e Maria Aliokhina, Medvedev si è rimesso alle decisioni di tribunali e avvocati.



