L’AQUILA – Operai al lavoro nelle prime fasi del post-terremoto, presero a cazzotti una coppia di aquilani in un movimentato venerdì sera di due anni fa.
Ora il giudice monocratico del tribunale del capoluogo ha condannato i quattro brutti a un anno e sei mesi di reclusione ciascuno, ritenendoli colpevoli di lesioni personali in concorso aggravate dai futili motivi che portarono alle botte.
I picchiatori, condannati anche a pagare 13 mila euro complessivi di danni biologici e morali, sono Mario Fascia, Ciro Oliviero, Gerardo Oliviero e Giorgio Lara. Altre tre persone, invece, sono state assolte per non aver commesso il fatto.
La rissa risale al 7 maggio 2010. Era ancora l’epoca della movida selvaggia, da pochi mesi rinata alla bell’e meglio dopo lo strappo del sisma, e nei weekend si assisteva spesso a scene di violenza. Un trend triste che prosegue tuttora, anche dopo la riapertura di locali in centro.
I due aquilani, Nicolas Marchetti e la fidanzata Rita Ianni, stavano festeggiando una festa di compleanno alla Caffetteria, locale all’epoca ricollocato in via della Croce Rossa.
I due cominciarono a essere infastiditi dal gruppetto di facinorosi, dipendenti della ditta Mazzi, che aveva preso alcuni appalti nel capoluogo per la ricostruzione e la realizzazione degli alloggi del progetto C.a.s.e..
Quando il giovane provò a dire ai seccatori di farla finita, venne aggredito. Tenuto fermo da tre di loro, fu preso a pugni in faccia da un quarto, da quanto si è appreso Lara, che gli ruppe il setto nasale, 15 giorni di cure. Neanche alla ragazza, che provò a mettersi in mezzo, fu risparmiata violenza: altro pugno e contusione da 5 giorni di prognosi.
La vicenda è finita in tribunale e i giovani, assistiti dagli avvocati aquilani Giovanni e Nicola Lely, hanno avuto giustizia.




