L’AQUILA – Liti nella maggioranza del centrosinistra in Consiglio comunale all’Aquila.
Dopo le accuse del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, agli esponenti della sua maggioranza di non aver votato alle lezioni provinciali il candidato di centrosinistra espressione del Consiglio comunale del capoluogo, Gianni Padovani del Partito socialista, che alla fine non è stato eletto (il neo presidente della Provincia, al posto di Antonio Del Corvo di centrodestra, è Antonio De Crescentiis), per “vendicarsi” dell’appoggio dello stesso sindaco alla nomina a consigliere di amministrazione della società Gran Sasso Acqua Spa di Salvatore Santangelo, ex Alleanza nazionale, è arrivata la rabbiosa reazione di Enrico Perilli, consigliere comunale dell’Aquila di Federazione della sinistra.
“Non c’è un nesso tra il caso Santangelo e il voto provinciale – le parole di Perilli ad AbruzzoWeb – e infatti ho votato Padovani. Il sindaco, invece di gettare fango, piuttosto dovrebbe chiedersi perché molti altri consiglieri non l’hanno votato”.
I sospetti di Cialente si sono concentrati sui firmatari di una dura nota contro questa nomina, 8 consiglieri di maggioranza, tra cui Perilli, e un ex ora al gruppo misto.
Lo stesso sindaco, in risposta a Perilli attraverso la sua pagina Facebook aveva dichiarato: “Noto, e me ne dispiaccio, un certo nervosismo da parte di alcuni consiglieri. Fra questi il compagno Enrico Perilli, che non deve avere coda di paglia, certo non accusavo lui. Lo invito però a rifarsi i conti, come ho fatto io, considerando che dalle riunioni svolte, togliendo Italia dei valori e Sinistra, ecologia e libertà, che avevano annunciato di non partecipare al voto, e tolto Peppe Ludovici, chiaramente, si prevedevano meno voti a Paolo Federico e più voti, almeno 5-6, a Gianni Padovani”.
“Tra l’altro la lettura di Abruzzoweb di un mancato voto a Padovani per la vicenda Santangelo è sbagliata – aveva detto ancora Cialente – poiché Padovani è stato tra i primi esponenti a firmare il documento di, diciamo, insulti nei miei confronti. Il documento che esaltava, a cominciare da Peppe Ludovici, i limiti ‘invalicabili del centrosinistra’. Me sa tanto che tanto invalicabili per qualcuno non sempre lo sono”.
Contro Cialente sono poi arrivate le dichiarazioni del consigliere di maggioranza dell’Italia dei valori Giuliano Di Nicola.
“Con molta sorpresa leggo il comunicato del sindaco Cialente in relazione alle elezioni provinciali – scrive Di Nicola in una nota –
Fatico moltissimo a riconoscermi nel ruolo di ‘traditore’ perché, avendo una sola faccia, non ho mai mandato a dire le cose, preferendo solo e sempre, anche a costo di crearmi qualche nemico, dire direttamente come la penso. Forse, se Cialente si fosse comportato come i suoi colleghi di Avezzano e di Sulmona, oggi saremmo a valutare un’altra situazione”.
Il resto della nota di Di Nicola
È assolutamente falso che i partiti cosiddetti minori avessero scelto, all’unanimità, un loro candidato. Meglio farebbe il Sindaco a ricordare come abbia favorito una candidatura che, per le pregresse vicende consiliari, non era apprezzata dai più.
L’inopportuno intervento, inoltre, di qualche personaggio, sedicente segretario provinciale di non so che cosa, ha finito per aggravare la situazione.
Il mio partito, l’Idv, pubblicamente ed in conferenza stampa, ha dichiarato che si sarebbe sottratto a qualsiasi logica di maggioranza di centro sinistra. Nonostante ciò, in una riunione di maggioranza, cui partecipava anche l’eletto presidente De Crescentiis, che si attribuiva il merito di avere scelto il consigliere comunale aquilano, il sottoscritto ha affermato che avrebbe votato centrosinistra, ma con libertà di scegliersi un proprio candidato, ed è con orgoglio che posso pubblicamente dichiarare che ho contribuito ad eleggere un candidato di centrosinistra.
Il mancato raccordo e il mancato coinvolgimento di tutti i partiti del centrosinistra hanno portato ad un risultato, che pur scontato, è stato nettamente inferiore alle aspettative.
È questa la principale questione politica a cui bisogna dare urgente risposta.






