TERAMO – Il “Contratto di fiume”, strumento di programmazione negoziata per la riqualificazione dei bacini fluviali ampiamente sperimentato in Lombardia, verrà utilizzato anche in Abruzzo su iniziativa dell’assessorato all’ambiente della Provincia di Teramo che prima lo ha condiviso con le altre Province e poi ha chiesto alla Regione che venisse inserito come progetto pilota nel nuovo Piano Regionale triennale di tutela e risanamento ambientale.

Si parte con il torrente Vibrata per questo nuovo modello di lavoro che mette attorno a un tavolo tecnici, amministratori e rappresentanti della comunità e che consente di condividere scelte e tempi e modalità di intervento.

“È un’innovativa forma di intervento partecipato – afferma l’assessore Francesco Marconi –  che riesce a superare le divisioni, le incongruenze, l’accavallamento di competenze e, di conseguenza, l’inefficacia e l’inefficienza di molte azioni che pure vengono poste in campo”.

“L’istituzione sovraordinata – prosegue – non impone, ma discute, negozia, ricompone le divergenze tra gli enti seduti al tavolo. I principi ispiratori dovranno essere la sussidiarietà, il coordinamento tra istituzioni”.

Fondamentale la partecipazione delle comunità coinvolte, continua Marconi “per la creazione del consenso e di una visione condivisa. La nostra azione pilota partirà dal fiume Vibrata anche in considerazione dei problemi verificatisi l’estate scorsa”.

Il costo del progetto è di 210mila euro: 147mila arriveranno dalla Regione il resto viene finanziato con i fondi dell’ente.

La necessità di trovare un modello più efficace di monitoraggio, salvaguardia e intervento per le aste fluviali, infatti, è emersa con estrema chiarezza nel corso dell’estate quando si sono verificati episodi di inquinamento alla foce del Vibrata e in mare in seguito ai quali la Fee ha sospeso la Bandiera Blu ai Comuni di Alba Adriatica e Martinsicuro.

In quella circostanza si evidenziò la necessità di un maggiore coordinamento fra tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno competenze sul sistema fluviale. L’obiettivo finale è quello di ideare un programma di azioni e attività distribuite nel lungo periodo, che porti nel giro di 5 anni alla definizione di contratti di fiume per i tutti i principali bacini provinciali.

Per la Provincia di Teramo sono quattro i bacini considerati: Tordino, Vomano, Vibrata, Salinello.