PESCARA – Non si placano le polemiche attorno alla vicenda della società “Linfa srl” di Pescara, al centro, nei giorni scorsi, di un acceso dibattito tra maggioranza ed opposizione in Consiglio provinciale.

“La travagliata vicenda della Linfa Srl, – scrive il consigliere provinciale Antonella Allegrino –  pasticcio di ferragosto partorito dalla giunta Testa per “affrontare” il problema del dopo-precari al centro dell’impiego, senza aver nemmeno provato a risolvere quello, più importante,  della loro stabilizzazione, avrà dei soli sconfitti: i 66 lavoratori che il 27 settembre si vedranno messi alla porta dopo anni e anni di lavoro a servizio dell’Ente e del territorio. Un destino che per la Provincia di Testa non ha speranze, malgrado delle alternative si possano trovare, come dimostra la soluzione della in house, tirata fuori dal cilindro alla vigilia di ferragosto e di cui si pretendeva l’approvazione ad appena 8 giorni dalla sua nascita!
  
Malgrado questo ho deciso di non mollare e di continuare ad occuparmi del futuro dei 66 lavoratori, come ho fatto fino ad oggi con interrogazioni, mozioni, in seno al consiglio straordinario, sia proponendo alternative, come farò il 13 settembre con un incontro ad hoc da me organizzato in Provincia, perché, oltre alla vicenda personale di donne e uomini che rischiano di restare senza lavoro, c’è il fatto che i precari assicurano il funzionamento di settori chiave (46 ai centri per l’impiego, 3 alla biblioteca, altri eurosportello e politiche sociali) e rappresentano una risorsa che l’Ente non riuscirà a rimpiazzare facilmente.
  
Vero è che Testa non li vuole, forse perché quei 66 posti vuoti sono una risorsa importante da gestire in futuro, anche a costo di esporre l’ente al rischio di un dissesto economico per pagare, a seguito di vertenze, risarcimenti milionari, a suo dire “non sicuri” solo perché lontani nel tempo. Invece risolvere si puo’ e basterebbe mettere il naso appena fuori dalla regione per capire come, in Toscana molti Comuni lo hanno fatto, coraggiosamente, tutelando posti lavoro e professionalità, un atto di volontà e non un “miracolo” come spiegherà personalmente il dirigente-artefice di tale soluzione, il dott. Luca Canessa, che ho cercato e invitato ad un incontro in Provincia da me organizzato per  il 13 settembre prossimo, “Il lavoro e l’uomo: dalla precarietà alla stabilità”, affinché l’Amministrazione possa guardare a buoni esempi concreti.
 
 Non proporremo una soluzione, ma un punto di vista nuovo, quello di situazioni risolte grazie ad azioni coraggiose e virtuose da parte della pubblica amministrazione, anche perché nel territorio provinciale i precari della Provincia saranno solo i primi a subire la mancanza di coraggio e volontà di stabilizzazione, decine di altri a servizio dei Comuni si ritroveranno entro l’anno in situazioni analoghe, loro malgrado, in un momento in cui sarà quasi impossibile farli rientrare nel mercato”.