L’AQUILA – “In questo momento nessuno può parlare in nome e per conto della Provincia e sugli incarichi del dottor Di Pangrazio. Ci sarà tempo e modo di fare una riflessione serena e costruttiva”.
Così in una nota il neo presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, sulla vicenda dell’incarico dirigenziale attribuito all’ex sindaco di Avezzano (L’Aquila), Giovanni Di Pangrazio, che ieri ha suscitato polemiche politiche interne allo stesso centrodestra che ha sostenuto l’elezione del nuovo vertice.
La presa di posizione di Caruso, sostenuto da movimenti civici e dal centrodestra, suona come una bacchettata all’uscita del consigliere comunale di Avezzano ed esponente di Alternativa popolare, Massimo Verrecchia, tra le forze di maggioranza in Consiglio.
Ieri, Verrecchia aveva chiesto al neo presidente di ritirare le deleghe a Di Pangrazio, dirigente di ruolo della Provincia e, prima di diventare sindaco, direttore generale dell’ente.
La polemica è nata perché Caruso ha proposto un incarico di “super manager” a Di Pangrazio il quale, sostenuto da una coalizione di centrosinistra, ha perso il ballottaggio per la conferma a sindaco contro Gabriele De Angelis, quest’ultimo invece a capo di una coalizione civica tra cui gli alfaniani di Verrecchia, ispirata dai vertici locali di Alleanza popolare, tra cui il deputato Filippo Piccone.
Caruso assicura che “di certo non consentirò condotte che esorbitano dalle prerogative tipiche dell’apparato burocratico dell’ente e inoltre non possono permetterci distrazioni su questioni che non hanno alcuna rilevanza per gli interessi dei cittadini, dei genitori, degli studenti e degli operatori economici”.
“Le aspettative della comunità provinciale sono ben altre, occorrono un clima di coesione e un alto senso di responsabilità, questo è quello che quotidianamente mi chiedono le mamme”, spiega ancora il presidente che, in conclusione, sottolinea di aver “apprezzato la rinuncia del dott. Gianni Di Pangrazio al ruolo di portavoce, tanto più perché in questa fase, in cui non sono state ancora assegnate le deleghe ai consiglieri provinciali, è inopportuno parlare di programmazione, delle scelte e delle priorità della Provincia che appartengono all’organo consigliare ed alla concertazione con le amministrazioni del territorio”.






