L’AQUILA – “Proseguiremo la nostra azione con rinnovata spinta, con 106 milioni di euro a disposizione, per le nostre strade e le nostre scuole, pronti ad incidere anche sulle scelte nazionali, per riportare questo ente ai livelli importanti che merita, a supporto del sistema amministrativo ed istituzionale, vicino alle esigenze dei comuni che oggi sempre di più rivolgono a noi richiesta di aiuto”.
Queste le parole di Angelo Caruso, 60 anni, sindaco di Castel di Sangro, di Fratelli d’Italia, che hanno inaugurato a palazzo Margherita, sede del Comune dell’Aquila, il suo terzo mandato da presidente della Provincia dell’Aquila, con il consiglio di insediamento.
Tra gli imminenti e impellenti passaggi anticipati da Caruso ad Abruzzoweb a margine della seduta, il ritorno entro l’anno nel palazzo della ex Prefettura, devastato dal sisma del 2009, e di cui sta per essere ultimato il complesso intervento di ricostruzione e restauro, e i massicci interventi su viabilità e l’edilizia scolastica, già con coperture economiche, le due deleghe rimaste alla Provincia dopo la riforma Delrio, che ha degradato l’ente a “secondo livello”. Nei prossimi giorni si scioglierà il nodo della vicepresidenza contesa tra Fdi e Fi.
Alle elezioni del 21 dicembre non c’è stata partita, perché il centrosinistra e i civici che fanno riferimento al sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio non hanno presentato candidati presidenti.
Alla votazione hanno partecipato 856 amministratori sui 1.239 aventi diritto, pari a una percentuale di affluenza del 69,09%, in rappresentanza di 107 Comuni della provincia. Caruso ha ottenuto 63.720 voti ponderati.
Questa la composizione del nuovo consiglio provinciale, per la maggioranza di “Per la Provincia dell’Aquila Centro – Destra” ci sono Vincenzo Calvisi, consigliere comunale di Fossa, di Fdi, che ha conquistato il primato con 13.499 voti ponderati, Gianluca Alfonsi, sindaco di Gioia dei Marsi, di Fdi, (10.489), Antonio Di Bartolomeo, sindaco di San Demetrio Ne’ Vestini, di Forza Italia (8.052), Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio, di Noi Moderati, (7.634), Andrea Longo, consigliere comunale di Gioia dei Marsi, della Lega (5.629), Ernesto Fracassi, consigliere comunale di Avezzano, di Fdi (5.154) e Cinzia Contestabile, consigliere comunale di Celano, di Forza Italia, (4.949).
Sul fronte opposto, la lista “Provincia Territorio – Solidarietà e sicurezza”, promossa dal sindaco Di Pangrazio, Fabrizio Ridolfi presidente del consiglio comunale di Avezzano, con 6.999 voti ponderati.
Il centrosinistra, con la lista “La Provincia delle aree interne”, sarà rappresentato da Lorenzo Rotellini, consigliere comunale dell’Aquila, di Sinistra Italiana (4.694) e Giorgio Giovannone, consigliere comunale di Luco dei Marsi, del Partito democratico (4.062).
Come consente il regolamento si sono costituiti nella maggioranza tre sottogruppi: “Per la Provincia dell’Aquila”, con Calvisi, capogruppo e Fracassi, “In provincia con Gioia”, con Alfonsi, capogruppo e Longo, “Forza Provincia” con Di Bartolomeo, capogruppo, Tedeschi e Contestabile.
Calvisi, Alfonsi, Di Bartolomeo sono tutti e tre in lizza per la vicepresidenza, assieme a Tedeschi.
All’opposizione Ridolfi ha costituito il monogruppo “Provincia Territorio”, e si è seduto seppure nella seconda fila di scranni nell’alla della maggioranza, annunciando un atteggiamento collaborativo.
Rotellini e Giovannone non hanno ancora stabilito se fare un gruppo o due, e renderanno a breve noto le decisioni prese.
A fare gli onori di casa, anzi di aula, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fdi, che ha fatto gli auguri di buon lavoro per “un ente che ha importati funzioni di area vasta, e che ha raggiunto livelli qualitativi sotto gli occhi di tutti, per le opere realizzate, la capacità di dialogo e interlocuzione. La provincia risente meno delle divisioni della politica, e questo è un vantaggio”.
Ha detto dunque Caruso: “I tanti problemi che attanagliavano il territorio e ricadenti nelle nostre competenze sono stati in questi anni risolti con tempestività. Nel tempo abbiamo inanellato successi importanti, e non lo dico per autocelebrazione, abbiamo risanato l’ente, gli abbiano dato stabilità e autorevolezza, ed auspico anche per questa nuova consiliatura lo stesso spirito di collaborazione, e la terzietà indenne dallo scontro politico, perchè dobbiamo concentrarci nel dare risposte ai cittadini”.
Ha poi aggiunto ad Abruzzoweb, a margine della seduta, “il grande palazzo nel cuore dell’Aquila ai Quattro cantoni è a buon punto, e contiamo di riaprire entro l’anno. Dovremo accordarci con il Comune dell’Aquila, con una interlocuzione, per definire anche il tipo di reinsediamento e le modalità. Siamo prossimi alla riconsegna dell’edificio della ex prefettura, il cosiddetto palazzo di governo, dove riporteremo la sede della Presidenza e tutti gli uffici che oggi sono in via Monte Cagno. Sarà l’anno insomma del ritorno alla normalità. Poco lontano, in via Sant’Agostino, stiamo definendo gli ultimi aspetti con l’impresa prima dell’avvio del cantiere”.
Ha poi aggiunto: “noi abbiamo un programma di 106 milioni di euro che è già avviato e avrà una ulteriore definizione con tutti i progetti esecutivi che arriveranno. Forse i primi a partire saranno quelli della viabilità che sono un po’ più semplici”.
Nel suo intervento Calvisi ha sottolineato che “non siamo figli di un dio minore: qui nessuno è neofita, siamo già tutti sindaci e consiglieri, rappresentiamo una pluralità di amministratori, e ci spetta un compito gravoso, perché non ci sono i consigli, ma anche le commissioni, che lavorano a pieno ritmo, sempre a titolo gratuito, con sano volontariato”.
Tra i punti all’ordine del giorno, il Consiglio ha affrontato anche la questione Euroservizi. In merito, il presidente Caruso ha espresso compiacimento per la posizione condivisa da tutte le forze politiche, sottolineando “la felice conclusione di una vicenda complessa che consente di soddisfare tutte le posizioni creditorie, a partire da quelle dei lavoratori”.
A conclusione del dibattito il presidente ha rinnovato i ringraziamenti al senatore Guido Liris per la soluzione legislativa assicurata alla società, ricompresa nella legge di bilancio, in sintesi un clima che ha determinato il voto unanime dei consiglieri.




