CHIETI – “Lo spegnimento della seconda candelina dell’amministrazione Di Giuseppantonio alla provincia di Chieti più che la celebrazione di una festa potrebbe essere un funerale politico di questo centrodestra a guida udc. I recenti risultati elettorali alle amministrative certificano il fallimento di una coalizione costituita per vincere le elezioni non certo per governare. Sono in agonia ed incapaci di reagire. Nemmeno la quotidiana supplenza della grigia eminenza è più sufficiente a coprire alla palese incapacità del presidente legittimamente eletto dai cittadini a darsi autorevolezza e fare sintesi di una maggioranza divisa su tutto.”
Così impietoso esordisce il capogruppo del Pd Camillo D’Amico a commento dei primi due anni di amministrazione di centrodestra alla provincia di Chieti con Enrico Di Giuseppantonio (Udc).
“La mai chiarita vicenda dei debiti in eredità ha funzionato bene per un lungo periodo a giustificare il loro immobilismo ma ora la gente vuole e chiede altro: iniziativa politica sulle tante vertenze di lavoro, recupero di autorevolezza nei confronti delle istituzioni superiori, avvio dei lavori del programma triennale delle opere pubbliche a finanziamento regionale, recupero di governo dello sviluppo e pianificazione del territorio” continua inesorabile Nicola Tinari capogruppo di Rifondazione Comunista”.
“Hanno abdicato al loro ruolo istituzionale perché hanno delegato tutto all’esterno come il taglio delle erbe infestanti lungo le strade provinciali, le attività estive, l’importante perimetrazione del costituendo parco nazionale della costa teatina, la riorganizzazione della rete scolastica” afferma Eliana Menna capogruppo Idv”.
“Potremmo quasi sperimentarne in provincia di Chieti la soppressione dell’Ente vista l’assoluta inconsistenza di questa maggioranza. Neanche settori come cultura, turismo e sociale trovano attenzione, hanno previsto zero euro nel bilancio del 2011” – conclude Giovanni Mariotti capogruppo di Sel – La nostra opposizione è stata sempre di merito e mai preconcetta. Abbiamo formulato tante proposte e mosso sollecitazioni talvolta anche provocatorie come l’attivazione di un tavolo permanente di confronto con le parti sociali e datoriali oppure l’insistere sull’avvio di un serio progetto di stabilizzazione per i lavoratori interinali attraverso una profonda rivisitazione del ruolo dell’O.P.S. ma è come aver parlato ad un muro di gomma. Speriamo implodano presto e la parola torni ai cittadini elettori perché meritano ben altra qualità amministrativa”.






