CHIETI – “Il taglio degli sprechi voluto dalla maggioranza di centrodestra in Provincia di Chieti non ha inciso sui servizi forniti dall’ente”. E’ quanto sostengono i componenti della stessa maggioranza nel terzo atto della polemica innescata dal presidente Enrico Di Giuseppantonio che qualche giorno fa ha presentato la sua personale “spending review” avviata fin dal proprio insediamento con una politica di rigore e lotta agli sprechi.
Alla conferenza stampa di Di Giuseppantonio aveva replicato il capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale Camillo D’Amico. A lui adesso rispondono i capigruppo di maggioranza Paolo Sisti (Popolo della libertà), Giovanni Di Rito (Unione di centro), Fabrizio Montepara (Grande Sud), Arturo Scopino (Movimento per l’autonomia), Mario Di Paolo (Theatina) e Angelo Argentieri (Costituente di centro).
I capigruppo di maggioranza, dopo aver rimarcato per l’ennesima volta di aver ereditato una Provincia “al collasso”, accusano D’Amico di voler fare solo disinformazione. “Lui sa bene – dicono – che la spending review non solo non ha ridotto qualità e quantità dei servizi, non solo ha consentito di operare sempre a favore dell’intero territorio, ma ha garantito servizi e prestazioni essenziali, come nel sociale”.
“Se, invece, ridurre le spese legate a tutte le principali utenze, le spese per la pubblicità autoreferenziale, per le fiere e le gite turistiche significa aver ridotto i servizi, allora sì lo abbiamo fatto – continuano i consiglieri con un pizzico di ironia – . D’Amico sa bene che abbiamo debiti da ripianare e ne conosce perfettamente l’origine ma ogni volta fa spallucce: fossimo rimasti con le mani in mano dinanzi alla situazione catastrofica che D’Amico e la sua ex maggioranza ci hanno lasciato in eredità, avremmo da tempo recitato il de profundis di questa Provincia”.
“Quanto al consenso – concludono – D’Amico farebbe bene a misurare il proprio prima di fantasticare su quello altrui, non secondo il suo umore, ma con metodo, rigore e numeri certi: potrebbe scoprire che taluni toni trionfalistici vanno decisamente ridimensionati per evitare di scontrarsi con amare delusioni. E a tale riguardo la smettesse di parlare per bocca dell’ex presidente Coletti: siamo convinti che questo “teatro dei burattini” non gioverà al suo consenso elettorale”.






