CHIETI – “Un atto di generoso coraggio mista ad una sostanziale solidarietà verso i lavoratori senza stipendio da 11 mesi ed  un settore, quello zootecnico, in forte crisi ma che necessita di una struttura di servizio per garantire la qualità ai consumatori del latte e delle carni prodotte.” 

Questo il commento del capogruppo del Pd alla provincia di Chieti, Camillo D’Amico, primo firmatario dell’ordine del giorno approvato a maggioranza (con i voti favorevoli dei gruppi della minoranza di centro – sinistra, l’astensione dell’udc ed il voto contrario della pdl) dal consiglio provinciale di Chieti nella seduta di ieri, Martedì 12 Aprile, sulla grave situazione dell’Associazione Regionale Allevatori (Ara) i cui lavoratori da 11 mesi sono senza stipendio 

“Dopo che parte della maggioranza fece mancare il numero legale in un precedente consiglio nell’assise di ieri, la stessa, ha buttato la maschera: quella di ubbidire silentemente a logiche ed equilibri esterni alla provincia che poco o nulla hanno a che fare con l’azione politica ed amministrativa portata avanti dal legittimo presidente eletto dai cittadini. Con il voto di ieri, il pdl presente in consiglio, non solo ha palesato un egoistico e palese disinteresse verso un settore produttivo e dei lavoratori che sono senza stipendio da 11 mesi, che però continuano a garantire il necessario servizio alle aziende zootecniche associate, ma si sono contraddetti su un testo elaborato da un loro uomo, il presidente del consiglio provinciale de L’Aquila, la cui assise lo ha già da tempo approvato all’unanimità”. 

“I contenuti del testo approvato sono  molto generici e blandi con le sole affermazioni impegnative di esprimere solidarietà ai lavoratori e la sollecitazione alla regione Abruzzo di accentuare l’impegno a trovare una solerte soluzione. Probabilmente, per parte della maggioranza di centro – destra a guida udc in provincia di Chieti, parlare di alcuni argomenti equivale ad una bestemmia e fare deliberazioni di merito significa porre disturbo al manovratore!!! Un’altra tegola alla già limitata autorevolezza e credibilità del presidente Di Giuseppantonio dalla quale ci aspettiamo  un coraggioso scatto di orgoglio ad onore della sua storia politica di uomo libero e moderato ma sempre più ostaggio di una maggioranza oltranzista e barricadiera della quale da tempo ne ha perso il timone.”