L’AQUILA – I quattro presidenti delle Province abruzzesi, hanno presentato una proposta di legge regionale sulle ”Norme per la definizione e il riordino delle funzioni amministrative provinciali”.  La Regione avrà tempo fino al 31 marzo per approvare comunque una legge di riordino, come imposto dalla riforma del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, che ha già ha ridotto le Province a enti di secondo livello e con molti meno fondi . E una dopo mesi di polemiche presidenti provinciali Antonio Del Corvo, (L’Aquila), Mario Pupillo (Chieti), Antonio Di Marco (Pescara) e Domenico Di Sabatino (Teramo), che da mesi chiedono alla Regione  di fare la sua parte per alleggerire la mole di lavoro delle Province, servono ora sul piatto una norma bella e pronta, con elencate le deleghe che dovranno passare a Comuni e Regioni, che ovviamente dovranno farsi carico di costi di gestione e del personale di ciascun settore, che le provincee non sono più in grado di coprire economicamente, visto che il Governo ha già tagliato il 50 per cento dei trasferimenti.

Ai Comuni andranno trasferiti gli interventi per l’attuazione del diritto allo studio, l’assistenza ai ciechi e sordomuti, le agenzie di viaggio e turismo e della professione di direttore tecnico.

Alla Regione invece dovrà essere trasferita la formazione professionale, l’agricoltura (Ufficio macchinari agricoli), caccia e pesca nelle acque interne e servizi tecnici attività territoriali (ex Genio Civile) sismica e demanio idrico, oltre alla raccolta funghi epigei.

Alle Province restreranno in base alla legge 8 aprile 2014 n 56 le seguenti funzioni: la pianificazione territoriale provinciale di coordinamento; la tutela e valorizzazione dell’ambiente su competenze di normativa nazionale; la pianificazione dei servizi di trasporto e di autorizzazione e controllo nel trasporto privato; la costruzione, classificazione e gestione delle strade provinciali e regolazione circolazione stradale; la programmazione provinciale della rete scolastica e gestione edilizia scolastica per scuole superiori; la raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico amministrativa agli enti locali, progettazione fondi europei; il controllo fenomeni discriminatori in materia occupazionale e promozione pari opportunità.

“Il processo di trasformazione delle province è irreversibile – dichiara Del Corvo – e le istituzioni sono chiamate ciascuna a fare la propria parte. Con la nostra proposta di legge abbiamo ridisegnato l’assetto delle funzioni amministrative a livello territoriale secondo il principio di sussidiarietà e adeguatezza in modo da garantire un esercizio ottimale dei servizi finora erogati ai cittadini, interpretando al meglio lo spirito della riforma Delrio che configura le nuove province come comunità locali di area vasta”