SCOPPITO – Si intensifica la presenza di motocross, soprattutto nei fine settimana, sul Monte Calvo, a Scoppito (L’Aquila).
La denuncia arriva da alcuni cittadini che frequentano la montagna per escursioni e passeggiate, che spiegano come il fenomeno stia acquisendo rilevanza perché la zona è poco frequentata e, soprattutto, controllata.
Le scorribande dei motociclisti avvengono fuori dai tracciati stradali, solcando prati e persino attraversando tratti di bosco fino a raggiungere la cima.
“Percorrendo la strada che non è più stata chiusa dal Comune, riescono a tagliare per i valloni arrivando fino in vetta – racconta un lettore ad AbruzzoWeb – persino i cacciatori si sono lamentati perché la presenza dei mezzi a motore disturba i cani in addestramento”.
I controlli sono del tutto inesistenti, e secondo il sindaco, Marco Giusti, “oggettivamente difficili per la vastità dell’area”.
Dopo la chiusura, anni fa, della stazione di Scoppito del Corpo Forestale dello Stato, il territorio è oggi di competenza della stazione dei carabinieri forestali di Tornimparte, cui afferisce un comprensorio che si estende fino a Campo Felice, dove gli impianti sciistici assorbono molte energie alle forze dell’ordine.
Il transito dei mezzi motorizzati al di fuori delle strade è vietato sia da una norma regionale che dal Codice dell’Ambiente, e diventa addirittura un reato di rilevanza penale nei casi in cui fosse causa di danneggiamento al patrimonio naturalistico.
Giusti, tuttavia, tende a minimizzare: “Non mi sembra un fenomeno così forte, è tuttavia difficile da contrastare perché si tratta di escursioni fugaci”.
“Facemmo delle ordinanze, che andrebbero riviste e aggiornate, per la chiusura della strada e la relativa segnaletica – aggiunge – è comunque importante contrastare la presenza dei motocross anche perché stiamo investendo per la sentieristica e percorsi di mountain bike. Abbiamo in essere due progetti di servizio civile sull’area, siamo all’interno del distretto turistico, e vedere rovinati i sentieri mi dispiacerebbe, bisogna studiare qualche forma diversa di controllo”.
“La zona è controllata – dice – anche se ci vorrebbe un presidio a Scoppito, che qualcuno, sbagliando, in passato fece togliere”.





