ROMA – Questa mattina a Roma decine di attivisti dell’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” hanno manifestato al Bioparco di Roma per protestare contro le ripetute morti di animali degli ultimi giorni.

Il Presidente dell’Associazione, Walter Caporale, capogruppo in Consiglio regionale dei Verdi, vestito da morte in mezzo a da due donne vestite a lutto per la morte dell’elefantessa Nelly e dello scimpanzé Pippo  insieme ad altri figuranti che hanno rappresentato la cattura degli animali in natura, l’agonia della prigionia negli zoo e la morte, hanno manifestato contro l’aberrante condizione degli animali del Bioparco/zoo di Roma.

Alla protesta hanno preso parte anche sette attivisti dell’associazione abruzzesi.

“Protestiamo contro le ultime morti: l’elefantessa Nelly, lo scimpanzé Pippo ed un’antilope. Notizie trapelate perché Pippo lo scimpanzé e Nelly l’elefantessa erano molto conosciuti dal pubblico romano; dell’antilope si è saputo perché ha destato attenzione la causa della morte, la salmonellosi, per cui la direzione del Bioparco ha dovuto chiudere un’intera area per scongiurare la trasmissione della malattia ai visitatori” ha dichiarato Caporale. 

“A parte questi tre casi eclatanti, quanti animali muoiono senza che se ne abbia notizia? Perché se uno scimpanzé vive mediamente 50 anni, in cattività (presso riserve, non zoo) anche 60 anni, Pippo è morto a 30 anni? Perché se gli elefanti vivono mediamente 70 anni (il più longevo ha vissuto 82 anni) Nelly è morta a 45 anni? Perché l’antilope è morta di salmonellosi? Ma il Bioparco di Roma rispetta i regolamenti sanitari? I guardiani sono veramente preparati per farli vivere al meglio o si limitano a fare i carcerieri di esseri innocenti?”

“L’Associazione ‘Animalisti Italiani Onlus’ chiede che nessun esemplare sia rimpiazzato; che nessuno scimpanzé o elefante arrivi a Roma per sostituire Pippo e Nelly; che nessuno animale, per fini commerciali, sia costretto alla detenzione e all’esibizione in un luogo innaturale”.

“Ogni anno muoiono migliaia di animali negli zoo. Se la morte è un evento naturale degli esseri viventi, non è sicuramente naturale assistere alle morti premature degli animali che vivono nel Bioparco: spesso dovute alla costrizione di vivere soli ed in spazi angusti”.

“Gli animali selvatici in natura vivono in areali (zone biologiche abitate da una specie selvatica) di centinaia di chilometri quadrati; imparano l’allevamento dei piccoli dai propri simili (cosa che non avviene negli zoo e le mamme spesso abbandonano i cuccioli come è avvenuto per Knut, il famoso orso bianco dello Zoo di Berlino, anch’esso scomparso prematuramente lo scorso anno), si riproducono con successo (negli zoo la mancanza di competizione con altri maschi riduce il successo della riproduzione)”.

“Oggi l’Associazione ‘Animalisti Italiani Onlus’ rinnova la contrarietà all’esistenza degli zoo e chiede al Corpo Forestale dello Stato, sezione CITES, di organizzare controlli più frequenti al Bioparco e di bloccare l’arrivo di altri animali”.