MARTINSICURO – Venticinque persone bloccate e controllate, tra cui 13 prostitute e tre clienti multati. La scoperta di un’attività di demolizione non autorizzata con relativa discarica abusiva, gestita da cittadini extracomunitari di nazionalità nigeriana.

Questo l’esito dell’operazione di Polizia di ieri sera nella famigerata bonifica del Tronto, la strada che costeggia il fiume tra Ancarano e Martinsicuro, in provincia di Teramo, nota per essere diventata negli anni una sorta di  supermercato della prostituzione a cielo aperto.

Ad entrare in azione gli operatori dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, la squadra mobile e la  sezione di Polizia Stradale diretti, per l’occasione, dal Commissario Capo  Miriam D’Anastasio.

Tra le prostitute, una di nazionalità ecuadoriana, già destinataria di foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nei comuni che si affacciano sulla Bonifica del Tronto, è stata denunciata per inosservanza del provvedimento, multata ai sensi delle ordinanze sindacali vigenti ed allontanata dalla provincia di Teramo verso quella marchigiana, da cui la stessa proveniva.

Foglio di Via Obbligatorio dai comuni di Ancarano, Colonnella, Controguerra, S. Egidio e Martinsicuro anche per le altre 12 prostitute.

Fermato e controllato anche un transessuale brasiliano, già destinatario di ben tre provvedimenti di espulsione. Condotto in Questura, nei confronti dello stesso sarà adottato un nuovo provvedimento, nell’attesa che sia definita la procedura di asilo politico dallo stesso recentemente richiesto.

Tre  “clienti” sorpresi nelle “trattative” per prestazioni sessuali sono stati contravvenzionati.

L’attività di controllo, che ha visto impegnate sei autopattuglie della Polizia, ha consentito anche di individuare nella zona industriale del comune di Colonnella, lungo la strada provinciale 1 in località Valle Cupa, un’ attività di demolizione non autorizzata con relativa discarica abusiva, gestita da cittadini extracomunitari di nazionalità nigeriana: gli stessi sono stati notati mentre erano intenti a smontare pezzi di autovetture e biciclette.

Sebbene risultati con permesso di soggiorno, sono ora al vaglio dell’attività della Polizia Stradale che ha proceduto al sequestro dell’area, al fine di verificare la provenienza lecita delle parti di veicoli e di biciclette rinvenuti sul luogo.

Oggetto di attenzione giudiziaria è per primo il proprietario dell’area: anch’egli nigeriano, residente a S. Egidio alla Vibrata,  riveste per il gruppo dei connazionali identificati, cinque persone in tutto, anche un punto di riferimento religioso, come dagli stessi riferito ai poliziotti.