L’AQUILA – Giro di vite delle forze dell’ordine contro la prostituzione all’interno dei night club, fenomeno diffuso ma difficile da portare alla luce che periodicamente offre episodi di cronaca.
In due distinti operazioni i poliziotti hanno sequestrato locali a Popoli (Pescara) e Roseto degli Abruzzi (Teramo), rispettivamente arrestando quattro persone e denunciandone altre tre che ricevevano denaro in cambio delle prestazioni sessuali delle ballerine.
Nell’operazione di Roseto gli agenti hanno anche recitato il ruolo dei clienti per addentrarsi nei meccanismi illegali del night.
POPOLI: A CENA CON LE RAGAZZE E POI IN CAMERA
Un night è stato sequestrato dai carabinieri a Popoli, in provincia di Pescara, nell’ambito di una operazione antiprostituzione che ha portato anche all’arresto di quattro persone.
In carcere sono finiti due gestori dell’attività mentre due addetti del locale sono agli arresti domiciliari.
In base a quanto emerso dalle indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Popoli coordinati dal capitano Pasquale Del Giudice, gli indagati avrebbero indotto, favorito e sfruttato la prostituzione di alcune ragazze dell’est che lavoravano nella struttura.
Gli arrestati sono Annamaria Anca Ionescu, 38 anni, rumena, il suo convivente Giovanni Ricci, 38 anni, pescarese, rispettivamente titolare e gestore del locale, e i camerieri del locale, Massimiliano D’Aloisio, 38 anni pescarese, e Marian Iosef, 40 anni, rumeno.
Per i carabinieri, che hanno indagato da dicembre 2010 a marzo, i quattro inducevano una ventina di giovani donne straniere a intrattenere rapporti, anche sessuali, con i clienti del night “International Petra Club” di Popoli.
Gli uomini che frequentavano la struttura avevano la possibilità di trascorrere del tempo con le ragazze, dentro e fuori il locale, di portarle a cena al ristorante e poi in albergo o a casa.
Le donne, che vivevano tra Montesilvano (Pescara) e Silvi (Teramo), venivano prelevate e condotte al “Petra” dal gestore o da un cameriere, almeno stando alla ricostruzione dei carabinieri.
Una volta a lavoro, dicono sempre dall’Arma, le donne dovevano trascorrere il tempo con i clienti, anche nei privee del locale, e avere con loro un atteggiamento compiacente, inducendoli a consumare in abbondanza per aumentare gli incassi del night e dando la propria disponibilità anche a rapporti sessuali.
I clienti, abruzzesi ma non solo, giovani e meno giovani, pagavano 15 euro ogni venti minuti trascorsi in compagnia di una ragazza, sia dentro o fuori in locale, oltre a eventuali spese extra come il conto della cena, dell’albergo, o eventuali regali.
Se poi una ragazza si assentava per un qualsiasi motivo dal lavoro doveva comunque versare di tasca propria 250 euro, ed è stato così anche la notte di Capodanno quando le straniere volevano festeggiare altrove.
La remunerazione delle giovani accompagnatrici era di 50 euro a serata ma se riuscivano a far consumare alcolici e champagne ai clienti ricevevano degli extra.
ROSETO: POLIZIOTTI FINTI CLIENTI SCOPRONO LE BALLERINE-SQUILLO
Sequestro di un night e tre denunciati a Roseto (Teramo).
Gli agenti della squadra mobile di Roseto si erano finti clienti del locale e, nel corso dell’indagine, avevano accertato che le ballerine si facevano pagare per scambiare effusioni con gli avventori.
Le ballerine, che si presentavano con il seno scoperto, soddisfacevano la “libido” dei clienti, dietro un corrispettivo in denaro facendosi toccare nelle parti intime, simulando amplessi e chiari atti di natura sessuale.
L’attività dei poliziotti ha consentito di acquisire numerosi riscontri all’ipotesi delittuose ipotizzate e a indagare in stato di libertà tre persone: Z. M. di 58 anni, G. D. di 33 anni e D.B.G. di 55 anni.
In particolare quest’ultima accoglieva gli uomini, smistava le ballerine nei vari tavoli e riceveva materialmente il denaro delle prestazioni sessuali.
Formalmente l’importo pagato dagli avventori serviva per ottenere una bevanda comprensiva della compagnia della ballerina, ma di fatto era un espediente per mascherare il costo della prestazione sessuale.
Le “performance” delle ragazze, di fatto, esulavano dalla prestazione artistica di cui al contratto di lavoro.
Il fatto di corrispondere una somma di denaro per avere in un locale pubblico intimità con una donna, anche in assenza di un rapporto sessuale convenzionale, configura infatti il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione a carico dei destinatari della somma elargita.
Gli elementi probatori raccolti hanno permesso al Gip del Tribunale di Teramo, su espressa richiesta del pubblico ministero, di emettere un decreto di sequestro preventivo eseguito ieri.
La Questura sulla scorta delle risultanze emerse ha segnalato al Comune di Roseto degli Abruzzi la situazione per l’avvio della procedura per la revoca delle licenze amministrative.






