CHIETI – “Assoluta contrarietà all’utilizzo del project financing per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti perché è uno strumento dannoso”.

Lo afferma la Cgil Abruzzo, all’indomani dell’annuncio da parte del presidente della Regione e senatore del Partito democratico Luciano D’Alfonso dell’avvio delle procedure di gara entro sessanta giorni per la realizzazione del project financing presentato dal  raggruppamento d’imprese Maltauro e Nocivelli del nuovo policlinico di Chieti, dal costo di 118 milioni e 800 mila euro, a carico del privato, dotato di 498 posti, e di nuovi padiglioni rispetto al vecchio Santissima Annunziata insicuro simicamente, che sarà in parte abbattuto, in parte ristrutturato.

Il presidio disporrà di 1.309 posti auto, a fronte dei 1071 della prima elaborazione progettuale.
Il privato che si aggiudicherà l’appalto per la costruzione (che resta naturalmente di proprietà pubblica), incasserà per 25 anni e mezzo un canone di locazione (il cosiddetto canone di disponibilità) fissato a base d’asta in 12 milioni 270 mila euro e un canone per la concessione di servizi la cui base d’asta è invece fissata a 9 milioni 580 mila euro.

Sommando i canoni, il costo complessivo finale del nuovo presidio teatino arriva a 285 milioni di euro, soggetto in ogni caso a una percentuale di ribasso d’asta che lo comprimerà ulteriormente. La prima proposta del raggruppamento di imprese, invece, prevedeva un costo finale di 526 milioni.

Già ieri avevano ribadito la loro feroce contrarità i consiglieri di opposizione Mauro Febbo, Forza Italia, e Sara Marcozzi, del Movimento 5 stelle.

Oggi si aggiunge la bocciatura della Cgil, per voce di Carmine Ranieri, componente della segreteria regionale.

“Il project toglierà risorse ai servizi sanitari in favore di opere strutturali. I casi del Veneto e della Toscana, dove è stato utilizzato il project financing – afferma e Ranieri – confermano che si tratta di uno strumento sbagliato e pericoloso, con il rischio di generare problemi nei conti pubblici ed aumenti dei costi a carico del committente pubblico, se non veri e propri disastri, come rilevato anche dalla Corte dei Conti. Oltre al caso di Chieti, apprendiamo dalla stampa che la Regione conta di costruire diversi ospedali in Abruzzo utilizzando tale strumento. Questo peserà sulle tasche dei cittadini e sottrarrà risorse fondamentali da destinare alla loro cura”.

“Nonostante la riduzione dei costi, che sono passati dai 600 milioni ai 285 milioni di euro – aggiunge Ranieri – il progetto ci lascia molto perplessi. Poco chiari i diversi passaggi dell’iter burocratico, poco chiare le delibere che, nel corso degli anni, hanno modificato il progetto iniziale e poco chiari anche i dettagli dell’intervento. I dubbi in merito sono tanti, così come gli interrogativi”.

“In un momento in cui le risorse a disposizione sono sempre più scarse e in cui l’Abruzzo ha bisogno di potenziare la sanità territoriale, bene farebbe la Regione Abruzzo a fornire chiarimenti e spiegazioni su un progetto di tale portata”, conclude Ranieri.