L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato un ordine del giorno, presentato dal capogruppo del Pd Stefano Palumbo riguardante il “Piano di abbattimento complessi C.a.s.e. e Map”.

Il progetto C.a.s.e. è il mega insediamento abitativo prefabbricato di circa 4.500 alloggi disseminati in 19 new town, costato circa un miliardo di euro, realizzato a tempo di record dopo il terremoto su sollecitazione dell’allora premier Silvio Berlusconi, per dare un tetto a circa 15 mila aquilani.

In particolare, sulla base del documento, il Consiglio impegna il sindaco Massimo Cialente e l’amministrazione a “elaborare un piano di abbattimento dei complessi, che tenga conto di valutazioni di carattere economico, urbanistico, sociale e demografico, facendosi promotore, presso il Governo, del reperimento delle somme necessarie agli interventi conseguenti”.

La proposta ha innescato un vivace dibattito tra le forze politiche.

“Il centrodestra da anni pone sul piatto il tema delle abitazioni emergenziali post-sisma – ha detto il capogruppo di Forza Italia Guido Liris – per quasi 4 anni abbiamo tentato di affrontare il problema dell’acquisizione a patrimonio delle abitazioni, la manutenzione delle stesse, il pagamento delle utenze e dei canoni di compartecipazione. Non c’è mai stata risposta da parte di una maggioranza ed in particolare modo di un Partito democratico schierato in maniera dogmatica a fianco di Cialente e della sua Giunta”.

“Prima di abbattere, però, si faccia una programmazione urbanistica, economica e sociale del futuro del nostro territorio, si studino le fragilità sociali, le possibilità turistiche e le esigenze dell’Università – aggiunge Liris – Si faccia una valutazione della ricostruzione delle frazioni, si eviti che gli insediamenti abitativi diventino ghetti o ricettacolo di degrado. È necessario aggiustare il tiro su una gestione che sta portando al default il Comune dell’aquila, con i cittadini sempre più scontenti per la mancanza di servizi e le abitazioni progressivamente deteriorate. Si apra un dibattito serio e al netto delle riflessioni di cui sopra, si proceda pure ad un abbattimento graduale e selettivo!”.

“Ormai all’interno del Pd è guerra civile – hanno detto i consiglieri di Noi con Salvini – Il capogruppo del Pd sconfessa la linea adottata da anni dal sindaco che ha sempre sostenuto i 19 insediamenti come vera e propria ricchezza per la città”.

Emanuele Imprudente, Daniele Ferella e Luigi D’Eramo ricordano come “il 28 settembre del 2012 sostenemmo che acquisire al buio il patrimonio civico di tutti quei moduli abitativi, sarebbe stato un grave errore e avrebbe portato l’amministrazione ad indebitamenti ingovernabili. Oggi questo è accaduto: abbiamo quasi 10 milioni di debiti, manutenzioni straordinarie da gestire e moduli che cadono praticamente a pezzi. Sempre nel 2012 sostenemmo che se non si fosse trovata una seria pianificazione, il progetto C.a.s.e. avrebbe strozzato il mercato immobiliare privato”.

Per il segretario comunale del Pd Stefano Albano “è positivo che il livello del dibattito si sia alzato, e che stiamo incominciando a imparare a uscire dal recinto delle sterili contrapposizioni. È un grande risultato ottenuto dal Pd l’approvazione dell’ordine del giorno in Consiglio comunale, con la convergenza di una parte importante della minoranza, sulla necessità di fare una valutazione generale sull’utilizzo futuro del patrimonio del progetto C.a.s.e., che comprende anche la possibilità di demolirne una parte”.