PESCARA – Magistrato, sostituto procuratore presso la città di Pescara, e anche artista: il suo nome è Gennaro Varone, cantautore, esperto in pianoforte e chitarra che ha imparato a suonare sulle ballate e gli arpeggi di Francesco De Gregori, Stefano Rosso, Luca Barbarossa ed Edoardo De Angelis.

Dopo i primi due lavori, Sognare le cose impossibili del 2012 e Dentro i giorni del 2013, che lo hanno reso protagonista di tournée musicali in Abruzzo, è giunto alla composizione di un terzo ed emozionante cd dal titolo La notte e la sposa, presentato in anteprima lo scorso 7 marzo presso il Discover Music Store di Pescara.

La notte e la sposa è il risultato di un desiderio personale di interpretare i sentimenti e le emozioni in modo del tutto personale grazie anche all’acquisizione di una competenza artistica maturata negli ultimi anni: la melodia che caratterizza l’album è struggente, appassionante ma nello stesso tempo i ritmi e i generi in esso si alternano dal rock lento alla bossa nova, dal country al valzer alla ballata.

Questi i titoli delle canzoni che verranno proposti ‘ex novo’ nel concerto di beneficenza previsto per venerdì 21 al Teatro Circus di Pescara dalle ore 21: Dimmi che cosa c’è, Novecento, Ballata, Non sarò mai, In un giorno, Come una foglia di the, Il senso del colore celeste, particolarmente speciale perché dedicata alle figlie Michela e Alessandra, e la title track La notte e la sposa.

I biglietti per lo spettacolo di Gennaro Varone al Circus di Pescara possono essere acquistati su tutti i circuiti Ciaotickets al costo di 10 euro; l’artista, i cui concerti sono sempre a scopo benefico, devolverà il ricavato alla Onlus Safiria, per aiutare la piccola Safiria, una bimba di tre anni diventata autistica in seguito alla somministrazione del vaccino trivalente.

Sul palco saliranno con lui al pianoforte Maria Michela Varone, al basso elettrico Angelo Castellano, al sax Alex Di Rocco, alle percussioni Luca Belisario, alla batteria Fabrizio Taranto, voce Sonia Di Renzo e Marco Corneli voce, chitarra e armonica.

La composizione di quest’ultimo lavoro è nata con la collaborazione di una ‘band’ rinnovata e una voglia personale di far esplodere la propria vena artistica: infatti per la prima volta Varone ha curato la composizione dei testi, delle musiche e ha eseguito i brani con chitarra o pianoforte. AbruzzoWeb ha intervistato il pm musicista.

Gennaro Varone, com’è nata la sua passione per la musica?

Nasce con me, praticamente. Ero immerso nell’atmosfera della musica classica in casa. Al liceo, poi, ho deciso di studiare il pianoforte, mentre da autodidatta mi sono dedicato anche alla chitarra; ma è proprio il piano che tre anni fa mi ha dato l’idea di proporre uno spettacolo basato sulla libertà nelle forme e nelle parole.

Un’esperienza iniziata da solo?

No è un’esperienza iniziata pian piano in sala registrazione con un gruppo di amici.

A lei piace ascoltare la musica?

Sì, di tutti i generi, anche se oggi non è un bel momento per la musica. Quella che suono io, per esempio, è fatta con strumenti, non ci sono pc o supporti informatici, il mio è un disco vero, se lo si ascolta attentamente ci sono anche imperfezioni.

Come riesce a conciliare il suo lavoro con la sua passione?

In realtà non devo conciliare, riesco a fare tutto in maniera spontanea.

Qual è stata la sua prima esperienza musicale?

La prima canzone che mi ha poi fatto capire anche molte cose: Sognare cose impossibili, dove ci si concentra sul sogno che dà la forza di vivere ogni giorno. Questo titolo è anche quello del primo disco per il quale non ho fatto un vero tour ma solo serate di beneficenza. Il secondo disco invece si chiama Dentro i giorni.

Qual è invece la canzone che maggiormente le è rimasta nel cuore?

Nina, perché parla di una bambina extracomunitaria nata senza un domani ma con un’infinita voglia di vivere; si tratta proprio di una canzone di denuncia nei confronti di una situazione drammatica che coinvolge tanti bambini, che si spera ce la facciano ad andare avanti.

Com’è nato l’ultimo album che poi è il protagonista del prossimo evento a Pescara, La notte e la sposa?

Si tratta di un’opera scritta e dedicata alla mia famiglia, è un invito a sognare, infatti tutto il disco ha come protagonisti i sentimenti e gli amori, e sono tutte canzoni che ho composto personalmente sia nella musica che nelle parole.

Da chi si è lasciato ispirare per l’album?

Da nomi e cognomi sfumati con emozioni e sentimenti, legati ad amori dimenticati o a sfaccettature che solo l’arte sa proporre, in particolare una canzone cantata è diversa da semplici parole. Queste sono canzoni dedicate alla Donna, come colei che custodisce il mistero della vita e dunque la sua scelta dell’amore e della felicità.

E invece cosa rappresenta la notte?

La notte rappresenta il luogo di un altro possibile, dove non si vede più nulla, dove ci sono degli amori impossibili, infatti la sposa alla fine della canzone deve fare una sua scelta, è proprio lei che decide del suo grande amore mentre la notte avvolge un mondo dove tutto è possibile.

Pescara ospita spesso eventi musicali di grande importanza, ma cosa pensa di questa città sul piano culturale?

Purtroppo Pescara sotto questo punto di vista è un disastro! È troppo difficile fare cultura in una città dove per esempio non ci sono locali adeguati dove si possano esibire ragazzi, oppure non ci sono teatri pensati per la prosa, c’è poca attenzione alla musica in questa regione.

La sua carriera musicale proseguirà?

Non lo so, o meglio se la musica esiste noi la captiamo, la musica è un dono, ci tocca la fronte, e se continuerò a ricevere questo dono, continuerò a far musica. Le canzoni vengono così spontaneamente, hanno bisogno solo di espressione.