L’AQUILA – La Procura della Repubblica dell’Aquila ha chiuso le indagini sulla vendita di Collabora Spa alla Provincia dell’Aquila e sta per notificare l’avviso di conclusione alle 12 persone coinvolte nell’inchiesta che si basa sull’ipotesi di reato di truffa e falso in bilancio.
Secondo l’accusa, il prezzo per l’acquisto da parte della Provincia dell’Aquila delle azioni private di Collabora Spa è stato gonfiato: per la guardia di finanza, che ha condotto le indagini, il reato sarebbe stato commesso attraverso artifizi contabili e intrecci societari.
La figura centrale dell’inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri Antonietta Picardi e David Mancini, è il manager Vittorio Ricciardi, indagato per truffa, ex amministratore delegato e proprietario del 49 per cento delle azioni di Collabora Spa, attuale direttore generale di Abruzzo Engineering (Ae), al quale la guardia di finanza ha sequestrato preventivamente una Maserati e immobili (due case all’Aquila e una porzione ad Ischia) per un valore che si aggira intorno ai 350 mila euro, la somma del passaggio di azioni.
Il sequestro è stato confermato dal Tribunale del Riesame, al quale Ricciardi aveva presentato istanza di revoca.
Oltre al manager di origini molisane, nell’inchiesta sono coinvolte altre 11 persone (alcuni con l’ipotesi di truffa, altri di abuso d’ufficio), tra le quali il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti (Comunisti italiani), ex presidente del Cda di Collabora Engineering, e il consigliere comunale Fabio Ranieri (Partito democratico), dipendente di Ae, all’epoca dei fatti consigliere di amministrazione di Collabora Spa.
Tra gli indagati anche i revisori dei conti e alcuni dirigenti della Provincia dell’Aquila. Tutti hanno rigettato ogni accusa: fonti dirette dei componenti del Cda e del collegio dei revisori dei conti hanno sottolineato che le persone in questione non sono tecnicamente indagate in quanto nessun avviso di garanzia è stato notificato neppure nell’ambito della richiesta di proroga delle indagini che vanno avanti dal 2008.
L’inchiesta sfiora Abruzzo Engineering, la società regionale dove lavorando 193 persone, controllata al 60 per cento dalla Regione, al 30 per cento da Finmeccanica e al 10 per cento dalla provincia dell’Aquila, in gravi difficoltà finanziarie ed economiche, il cui futuro sarà deciso nell’assemblea del 2 dicembre prossimo.
Ae è nata per volere dell’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e del suo amico Pierfrancesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, con la mission di abbattere il “digital divide” (la divisione digitale tra chi ha Internet veloce e chi no) nel territorio regionale, nel febbraio del 2007 dalle ceneri di Collabora Engineering, società controllata dalla stessa Collabora Spa.






