PESCARA – Si è conclusa questa mattina, davanti al gip del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, la discussione sulle opposizioni alle richieste di archiviazione per 22 indagati nell’ambito del filone principale dell’inchiesta sul disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara).

Tra i 22 indagati per i quali è stata chiesta l’archiviazione figurano gli ex presidenti della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi, e gli ex assessori con delega alla Protezione civile Tommaso Ginoble, Daniela Stati, Mahmoud Srour, Gianfranco Giuliante e Mario Mazzocca.

Accusati secondo una prima ipotesi, per non aver agito secondo legge sull’applicazione della Carta delle Valanghe. 

Il gip si è riservato la decisione, che sarà resa nota nei prossimi giorni. In aula, c’erano una ventina di familiari delle vittime che indossavano magliette con le foto dei loro cari impresse su un lato e il numero 29, corrispondente al numero di persone decedute nella tragedia.

La richiesta di archiviazione da parte della pubblica accusa, rappresentata dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia, ha incontrato l’opposizione dei legali di cinque parti offese. In particolare il Comune di Farindola, e dai familiari di Stefano Feniello, Emanuele Bonifazi, Gabriele D’Angelo e Roberto Del Rosso, quattro delle 29 vittime.

Nel corso dell’udienza hanno preso la parola i difensori degli indagati, i quali si sono associati alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, sottolineando alcuni aspetti tecnici e riportandosi alle memorie depositate nei mesi scorsi.

Nella precedente udienza avevano preso la parola i legali che si sono opposti all’archiviazione, alcune delle persone offese e il procuratore capo Massimiliano Serpi.

Domani altro procedimento parallelo, quello sul presunto depistaggio che vede coinvolto, principalmente, l’ex prefetto Francesco Provolo, oltre a 6 dirigenti della Prefettura.

Per l’udienza principale, invece, prevista per il prossimo 25 ottobre, dopo le tensioni dello scorso 27 settembre, all’orizzonte il rischio di un nuovo rinvio per lo sciopero degli avvocati.