MILANO – Silvio Berlusconi atteso oggi in aula al processo Mills per assistere all’interrogatorio in videoconferenza da Londra del legale inglese, ha cambiato programma e non si presenterà al Palazzo di Giustizia di Milano. E’ quanto hanno riferito fonti vicine al presidente del Consiglio. Dopo il vertice di ieri a Bruxelles Berlusconi infatti è volato a Roma per una serie di impegni politici legati al dopo vertice con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sulla crisi europea.
PROCESSO MILLS: BERLUSCONI ATTESO IN AULA
Al processo Mills è in programma l’interrogatorio in videoconferenza da Londra dell’avvocato inglese, in passato suo coimputato per corruzione in atti giudiziari. Ad annunciare la presenza in Tribunale del premier erano invece stati ieri, al termine del processo Ruby, i suoi legali, Niccolò Ghedini e Piero Longo.
David Mills è l’architetto del sistema off-shore del Biscione che, per l’accusa, sarebbe stato un teste ‘comprato’: avrebbe ricevuto dal capo del Governo, tramite Carlo Bernasconi, il manager del gruppo morto anni fa, 600 mila dollari per rendere testimonianze reticenti in due processi, quello per le tangenti alla Gdf e All Iberian, nei quali il premier era coinvolto. Mills, per la vicenda, in primo e in secondo grado era stato condannato a quattro anni e mezzo di carcere e in Cassazione assolto, non perché il reato non fu commesso, ma grazie alla prescrizione.
Anche perché tra gli atti processuali c’è una lettera che Mills, allora legale di Finivest, nel febbraio 2004 scrisse al suo fiscalista, Bob Drennan, spiegando la provenienza di quei soldi e lo scopo: sarebbero serviti per tenere ”Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo”. Parole poi confermate in un interrogatorio in Procura il 18 luglio successivo e poi ritrattate con una memoria qualche mese dopo, a novembre. Prima dell’interrogatorio, però, i giudici della decima sezione penale dovranno stabilire se sentire il legale inglese come semplice testimone, con quindi l’obbligo di dire la verità, o come imputato di reato connesso e, dunque, con la facoltà di non rispondere alle domande e senza il rischio di conseguenze penali qualora non dovesse dire il vero. Su questo punto, non irrilevante, si prevedono schermaglie tra il pm Fabio De Pasquale e la difesa.
Ma, oltre a domani, il processo sul caso Mills e’ fissato anche per venerdì, altro giorno cruciale: il collegio ha dedicato l’intera giornata per l’esame di Berlusconi. Mentre Niccolò Ghedini sempre ieri, ha liquidato con un ”dobbiamo ancora decidere” se il presidente del Consiglio si sottoporra’ all’interrogatorio o renderà dichiarazioni spontanee, qualche ora dopo è lo stesso premier da Bruxelles a chiarire: ”Penso di sì, e comunque farò delle dichiarazioni”, ha assicurato pur sostenendo che il reato contestato si prescriverà il prossimo 12 gennaio. ”L’economia processuale – ha aggiunto – vorrebbe che quando un processo si sa essere prescritto non si sprechi tempo ma venga abbandonato. Invece a Milano hanno intensificato le udienze”. I prossimi appuntamenti sono il 31 ottobre per l’audizione di alcuni testimoni e poi, per novembre, sono attese la requisitoria del pm e arringa delle difese ed entro Natale la sentenza. A meno che non intervenga qualche nuovo colpo di scena o la legge sulla prescrizione breve.
Intanto...
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