L’AQUILA – Il senatore di Alleanza liberalpopolare-Autonomie, Lucio Barani, ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per chiedere l’invio all’Aquila di propri ispettori “per sincerarsi circa la regolarità del processo” sui maxi affitti dell’Università, “con particolare riguardo alle date in cui sono state fissate le udienze”.

L’istanza del parlamentare verdiniano arriva dopo che dall’ultima udienza del processo che vede alla sbarra l’ex rettore Ferdinando Di Orio, l’ex direttore amministrativo dell’Ateneo, Filippo Del Vecchio, e l’imprenditore Marcello Gallucci, è emerso come, salvo clamorosi imprevisti, potrebbe andare in prescrizione il processo penale in corso da molti anni sui canoni che sarebbero stati gonfiati per affittare il capannone che era dell’azienda Optimes, nella periferia Ovest del capoluogo, dove vennero ricollocate la facoltà universitarie di Ingegneria ed Economia che avevano avuto le sedi distrutte dal sisma del 6 aprile 2009.

“Il procedimento penale oggetto della presente interrogazione è in corso da circa sette anni – ricorda Barani – tra le cause della lunga durata del procedimento in questione vi è anche una modifica nella composizione del collegio giudicante che ha reso necessario ripartire dalla fase istruttoria; diverse sono state, inoltre, le udienze a vario titolo rinviate di svariati mesi rispetto alle date inizialmente fissate”.

Secondo il senatore, è “opportuno e necessario ripartire dalla fase istruttoria a seguito della modifica nella composizione del collegio giudicante inizialmente incaricato del procedimento”.

Un processo, ricorda Barani nella premessa dell’interrogazione, che “verte sull’eventualità che siano stati gonfiati taluni canoni di locazione per affittare un capannone di proprietà dell’azienda Optimes ove furono ricollocate le facoltà di Ingegneria e di Economia dell’Università de L’Aquila a seguito dei danni causati alle strutture universitarie dal sisma del 6 aprile 2009”, e che “secondo l’accusa nell’agosto 2009 l’Università de L’Aquila, tramite i propri legali rappresentanti, avrebbe sottoscritto detto contratto di locazione della durata di anni 6 per un importo pari ad euro 1.242.528 euro a fronte dei 715.000 euro successivamente stimati dei periti dell’Agenzia del territorio”.

“Al fine di adeguare la struttura presa in locazione alle esigenze universitarie, l’Ateneo si è impegnato a versare al proprietario dell’immobile l’ulteriore somma di euro 2.500.000, il tutto procedendo senza alcuna gara per l’assegnazione dell’appalto – si legge ancora nell’interrogazione – vi è poi il versamento di 1.000.000 di euro corrisposto dall’Ateneo a titolo di cauzione”.

Secondo il senatore “a dicembre 2016 i reati ascritti agli imputati andranno in prescrizione”.

Di Orio è stato condannato a Roma in primo grado per induzione indebita (concussione riformata dalla cosiddetta “legge Severino”) a 3 anni di reclusione. È tuttora sotto processo a Rieti per abuso d’ufficio aggravato assieme all’ex sindaco di Antrodoco.

Del Vecchio oggi è direttore generale dell’Università di Chieti-Pescara, e Barani è lo stesso che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, sollecitandola ad intervenire nei confronti del rettore dell’Università di Chieti, Carmine Di Ilio, considerando illegittimo il contratto stipulato con il direttore generale, mai ratificato dal Consiglio di amministrazione d’Ateneo. (red.)