L’AQUILA – Arrivano le verità del giudice Marco Billi sul processo alla commissione Grandi rischi che lo vide protagonista nel giudicare colpevoli di omicidio colposo nel primo grado di giudizio gli esperti che per lui rassicurarono gli aquilani nella riunione del 31 marzo 2009, a 5 giorni dalla scossa del 6 aprile: una tesi poi smentita dai due successivi gradi di giudizio.

Il suo libro La causalità psichica nei reati colposi – Il caso del processo alla commissione grandi rischi verrà infatti presentato all’Aquila il prossimo 8 aprile, in un evento previsto per sabato 8 aprile alle ore 15.30 presso l’auditorium dell’associazione costruttori Ance.

“L’intento di questo libro non è quello di tornare sulla motivazione della sentenza di primo grado e di fornire argomentazioni postume o spiegazioni aggiuntive in risposta alla sentenza della Corte di appello che l’ha parzialmente riformata o a quella della Corte di cassazione che ha confermato la sentenza di secondo grado; come pure non è quello di controbattere alle aspre manifestazioni di dissenso o di cavalcare quelle di consenso pur ricevute”, premette Billi nella prefazione.

“Il principio di indiscutibile rilievo e di assoluta novità affermato dalla Suprema corte – fa notare il magistrato – è proprio quello della individuabilità della causalità psichica nell’ambito dei reati colposi. Sotto tale profilo la sentenza della Corte di cassazione ha confermato la ricostruzione operata dai giudici di merito, tanto in primo grado quanto in appello (seppure con le dovute differenze in ordine all’individuazione dell’antecedente causale). Questo libro intende illustrare ‘come’ si è arrivati a riconoscere la causalità psichica nei reati colposi”.

Ad AbruzzoWeb Billi concesse la prima delle rare interviste sul tema, peraltro a processo ancora in corso: peculiarità, quest’ultima, che gli impediva per grammatica istituzionale di esprimersi nel merito, lasciando solo qualche indizio sulle sue idee.

“Ognuno di noi ha i suoi pensieri, ma c’è chi se li deve tenere per sé – aveva detto – Il processo è in corso, non posso dire una parola. Quando sarà finito magari parlerò”.

Ed è stato di parola, affrontando il caso in 248 pagine del volume, pubblicato da Aracne lo scorso febbraio.

Questo si legge nella sintesi del sito dell’editore. “A volte nella mente umana scattano dei meccanismi strani che ci inducono, anche solo in una circostanza (quella fatale), a comportarci in maniera diversa da come avremmo fatto o da come avevamo sempre fatto. Quanto influiscono, su tali meccanismi, le informazioni che riceviamo dagli altri, gli input esterni, il dire che placa gli animi? In questo libro si affronta proprio il tema della ‘causalità psichica’ nell’ambito della vicenda relativa al terremoto che il 6 aprile del 2009 ha devastato la città dell’Aquila. Lo si affronta sotto una veste puramente tecnica, ricostruendo il percorso logico-argomentativo fatto dai giudici nel corso dei tre gradi di giudizio in cui è stata imputata la commissione Grandi rischi”.