TERAMO – “A livello personale e come legale rappresentante dell’Università degli Studi di Teramo esprimo profonda soddisfazione per il rigetto del ricorso del Pubblico Ministero in Cassazione relativamente alla vicenda dei professori Luciano D’Amico e Stefano Traini”.

È il commento del rettore dell’Università degli Studi di Teramo, il professor Dino Mastrocola in merito all’assoluzione definitiva, in quanto “il fatto non sussiste” del rettore emerito Luciano D’Amico e il preside emerito di Scienze della Comunicazione Stefano Traini.

Al centro del processo la presunta incompatibilità del doppio incarico, essendo stato D’Amico nominato nel 2014 dall’ex presidente della Regione, e ora senatore dem, Luciano D’Alfonso, anche a presidente del cda dell’Arpa e della Tua, la società unica abruzzese di trasporto. All’ex preside di Scienze della comunicazione Traini veniva contestato un episodio di presunto abuso d’ufficio.

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso  presentato, a inizio anno, dalla procura di Teramo che aveva sollevato, in venti pagine, una questione di legittimità innanzi alla Cassazione contro la sentenza di assoluzione di D’Amico.

“La sentenza definitiva ha confermato che l’azione dell’Ateneo di Teramo durante il rettorato del professor D’Amico è stata sempre ispirata agli inderogabili principi etici di rigore, sobrietà e trasparenza”, sottolinea Mastrocola.

“Il pronunciamento della Cassazione, confermando l’esito del processo di primo grado, ha definitivamente ripristinato la verità di ciò che è stato, confermando che l’azione del professor D’Amico e dell’intera governance dell’Ateneo, ha garantito rinnovamento, sviluppo e affermazione senza precedenti dell’Università di Teramo, centrando obiettivi che sembravano irraggiungibili”.

“L’epilogo dell’iter processuale, sul cui esito non ho mai avuto dubbi, ha sancito, sebbene in tempi troppo lunghi, l’unico approdo possibile di questa vicenda: ‘il fatto non sussiste'”, chiosa Mastrocola.