L’AQUILA – Dopo lo sventato pericolo di cancellazione, il processo per il crollo della Casa dello studente riprenderà entro le prime due settimane di luglio, una data plausibile è il 14, comunque prima della pausa estiva.
Lo apprende AbruzzoWeb da ambienti legali, anche se la data precisa dovrà essere comunicata dal giudice per l’udienza preliminare, Giuseppe Grieco.
A mettere a repentaglio l’importante processo era stato un procedimento disciplinare nei confronti proprio di quest’ultimo, una censura (un richiamo) del Consiglio superiore della magistratura per il modo in cui Grieco aveva posto i quesiti al perito Maria Gabriella Mulas.
Grieco aveva deciso di astenersi dall’udienza ma la Corte d’Appello e in particolare il presidente vicario Augusto Pace ha deciso di rigettare la dichiarazione, invitandolo a proseguire l’udienza.
Un colpo di fortuna, perché in caso di decisione opposta gli atti processuali prodotti fin qua avrebbero potuto perdere d’efficacia e in soldoni il processo sarebbe dovuto ripartire da zero, polverizzando oltre due anni di intricata udienza preliminare.
Sospiro di sollievo, ora il processo può ripartire e da quanto si è appreso dovrebbe farlo proprio con l’ennesimo rendez vous con il perito Mulas, che ha prodotto una perizia di 1.300 pagine che è un documento cardine di questo filone della maxi inchiesta crolli della procura della Repubblica del capoluogo. Alberto Orsini
Gli indagati sono 11, tra chi realizzò l’opera, chi ne doveva curare la manutenzione e alcuni esponenti, vecchi e nuovi, dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, che la gestiva.
Le accuse sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Gli indagati sono Claudio Botta, Giorgio Gaudiano, Walter Navarra, Carlo Giovani, Bernardino Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone, Massimiliano Andreassi, Pietro Sebastiani, Luca Valente e Luca D’Innocenzo.
A febbraio di quest’anno il gup Grieco ha stralciato la posizione di Claudio Botta, 92 anni, progettista e direttore dei lavori nell’edificio costruito nel 1965.
Inoltre, otto indagati hanno ottenuto il rito abbreviato, che prevede, in caso di condanna, uno sconto di un terzo della pena.
Sotto le macerie rimasero uccisi otto giovani: Marco Alviani, Lucia Pia Capuano, Davide Centofanti, Angela Antonia Cruciano, Alessio Di Simone, Francesco Maria Esposito,Hussein Hamade detto “Michelone” e Luca Lunari.
Altri studenti si salvarono, ma c’è chi rimase sotto le macerie per una intera giornata riportando traumi fisici e soprattutto psicologici che non sarà facile superare. Oltre 50 le parti civili che si sono costituite.
Nel settembre 2010 la VII sezione penale della Corte di Cassazione ha bocciato, giudicandola inammissibile, due istanze di rimessione ad altro giudice del processo presentate dai legali degli indagati Botta e Sebastiani.



