L’AQUILA – “Nessun rischio per i processi legati ai crolli del terremoto” e “strumentalizzazione della sinistra”: sono le parole ricorrenti tra i parlamentari abruzzesi del Pdl, all’indomani del voto sul ‘processo breve’.

PELINO: “NESSUN RISCHIO PER I PROCESSI DEI CROLLI SUL TERREMOTO”

“I parenti delle vittime dei crolli per il terremoto, così come quelli per la strage di Viareggio, non corrono alcun rischio di veder vanificate le loro  legittime aspettative di giustizia e verità”.

Ad affermarlo è l’onorevole Pdl Paola Pelino, all’indomani del voto alla Camera della norma sul cosiddetto ‘processo breve’ che accorcia i tempi della prescrizione.

“I processi dell’Aquila e Viareggio  – ha spiegato – non sono interessati dalla legge approvata a Montecitorio e ieri il deputato Maurizio Paniz, che è un avvocato, ha spiegato chiaramente queste cose alle persone che protestavano in piazza”.

“Ancora una volta – ha osservato la parlamentare sulmonese – bisogna registrare una strumentalizzazione del centrosinistra che ha voluto a tutti costi attaccare il premier, Silvio Berlusconi e il governo. Io ho votato la norma solo dopo averla letta e aver capito cosa conteneva”.

“La prescrizione breve – ha aggiunto – mi auguro possa essere anche un pungolo per i magistrati affinché velocizzino la loro attività. Non è possibile che le persone, incensurate (alle quali si rivolge il provvedimento) restino in attesa di un giudizio definitivo per 10-15 anni”.

DE ANGELIS: “SCIACALLAGGIO ALLARMISTICO”

L’AQUILA – Un brutto esempio “di sciacallaggio allarmistico”: così il deputato del Pdl Marcello De Angelis ha bollato le critiche al via libera da parte di Montecitorio al provvedimento sul cosiddetto ‘processo breve’, che riduce i tempi della prescrizione per gli imputati incensurati. Il parlamentare, come gli altri colleghi abruzzesi pdiellini ha votato il provvedimento, ha difeso la sua scelta portando ad esempio il processo per il crollo della casa dello studente.

“Bisogna innanzitutto dire che ancora non c’è un imputato per quel procedimento – ha spiegato De Angelis – Qualora qualcuno degli indagati venisse riconosciuto colpevole del reato di omicidio colposo la prescrizione non  è inferiore a undici anni e otto mesi, mi sembra. Sostenere che il processo è a rischio vorrebbe dire che il procedimento per il crollo della casa dello studente durerà almeno dodici anni: un lasso di tempo inaccettabile in un paese ‘normale’, che giustifica la bontà del provvedimento votato ieri in aula”.

“Pretestuose e strumentali”, pertanto, sono per il parlamentare le critiche piovute da partenti delle vittime e da esponenti politiche del centrosinistra, e spiega perché: “chi protesta dà già per scontato che gli indagati saranno imputati per i reati contestati e che il processo durerà più di dodici anni. Mi spiegate come si può fare una simile supposizione?”

Ieri, comunque, i parenti delle vittime della casa dello studente, per il disastro ferroviario di Viareggio e della Moby Prince hanno protestato davanti la sede del Parlamento:

“Quando hanno annunciato la protesta fuori Montecitorio mi sono molto rattristato – ha detto il deputato – E mi sono ancora più rattristato quando una parte politica ha cavalcato questa tragedia per fare della polemica sulle sofferenze delle persone. Bisogna smetterla di smuovere i morti per rincorrere dei fini politici”.