L’AQUILA – La privatizzazione del Gran Sasso blocca gli interessi dei piccoli imprenditori e il bando per il rifugio di Monte Cristo va deserto.

Stessa sorte rischiano l’hotel Campo Imperatore e il rifugio Fontari.

L’amministratore unico del Centro turistico Gran Sasso (Ctgs) Umberto Beomonte Zobel è cauto sugli esiti: “Il bando per le Fontari ancora deve scadere, quello per Monte Cristo invece sì, è andato deserto”. 

L’attacco frontale a Zobel e al Gts è di Paolo Pecilli, ex gestore dell’Hotel rifugio Campo imperatore: “Non c’è nessuna risposta ai bandi perché sono stati scritti male. Questo deserto nei confronti dei bandi denota l’incapacità del Ctgs, un ente che è stato gestito in maniera strumentale da tutte le Giunte, diventando un carrozzone di debiti con incapacità organizzativa. E anche io aspetto da loro alcuni pagamenti”.

Critiche rimandate al mittente da Zobel: “I bandi sono scritti bene, e i debiti con i creditori privati sono estinti, restano alcuni con le banche anzi  -aggiunge- è l’ex gestore di Campo Imperatore che deve qualcosa a noi, ma non intendo aprire alcuna polemica”.

Su un punto Pecilli e Zobel sembrano concordare. La durata delle gestioni scritte sui bandi. “Si chiede all’operatore di gestire l’Hotel Campo imperatore per 11 mesi, ma come si può? Non c’è l’acqua, non ci sono fogne, nessuno viene a risolvere i problemi giorno per giorno senza poter guadare al futuro. Sono bandi inaccettabili che mostrano la totale incapacità della gestione CTGS”.

Zobel dal canto suo conferma la difficoltà della gestione breve “Avremmo voluto certamente fare bandi a 5/8 anni, e sappiamo molto bene quanto sia difficile chiedere una gestione per pochi mesi. Tuttavia abbiamo le mani legate. Questo perché il Comune non intende creare ostacoli alla fantomatica privatizzazione con Invitalia. Con l’idea della privatizzazione è dal 2006 che non si fanno investimenti. La privatizzazione sembrava pronta nel 2008 poi nulla di fatto, e si va avanti così, senza poter fare nulla”.

Secondo Pecilli però anche lo stesso progetto Invitalia non ha attratto nessuno: “Anche il sopralluogo delle ditte per partecipare al Progetto di Invitalia (bando in scadenza ad ottobre) – racconta – è andato deserto: il bando prevede un investimento degli operatori privati per 11 milioni di euro. Nessuno neanche lì”. Per invitalia l’investimento totale è 52 milioni di euro. Oltre 30 milioni sono già disponibili, e altri 10 verranno richiesti al Cipe.

Stavolta però il Ctgs non c’entra, lo chiarisce anche Pecilli. “Il Comune doveva creare con Invitalia un progetto di attrazione delle imprese, quali possono avere la capacità economica richiesta? Bisogna individuarle, è un progetto con cifre iperboliche”.