VASTO – Maria Amato ha presentato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra per la scelta del prossimo candidato sindaco di Vasto (Chieti), in programma il prossimo 6 marzo, dove sfiderà il capogruppo dem uscente Francesco Menna per puntare alla successione di Luciano Lapenna.

Sicurezza, videosorveglianza e valorizzazione del patrimonio cittadino sono stati alcuni dei temi affrontati dall’onorevole Amato.

“Non sono di Vasto, ma Vasto è l’unica città che ho e l’unica casa che ho – ha detto – Le primarie porteranno ovviamente un risultato da una parte o dall’altra. Francesco Menna fa il suo percorso, ha illustrato i motivi e le idee legate alla sua candidatura. Le primarie sono un confronto che non frantuma. È un percorso che porta a un vincitore che porta all’unità”.

Come detto anche dal suo giovane antagonista, “nessuna paura a confrontarsi. Ho letto il comunicato di Sel che manifesta il sostegno alla candidatura di Menna. Per questo ho deciso di parlare di ambiente al termine del mio discorso – ha proseguito la Amato – Credo che siamo arrivati a un punto per cui la Riserva di Punta Aderci è tanto biglietto da visita nel mondo. La riserva è un richiamo e allora bisognerà cominciare a pensare: ci possono entrare tutti indistintamente nella riserva? Ci si può arrivare dentro con le macchine nella riserva? Forse si deve fare un passo avanti che non credo sia una posizione di contrasto con l’ambiente. Bisogna tutelarla e bisogna mantenerla bella”.

Secondo la parlamentare eletta nel 2013, “bisogna fare anche un’altra osservazione. Ci basta il fratino? Secondo me no, è riduttivo. Si sono spiaggiati i capodogli, andiamo raccogliendo i resti delle tartarughe. Si è spiaggiato il delfino. Sarà utile cominciare a fare dei progetti un attimo con un po’ più di respiro. Ci vogliamo mettere in contatto con il Centro ricerca cetacei e dire perché noi siamo sulla rotta dei cetacei”.

Prevenendo possibili critiche sulla sua figura, la Amato ha ricordato di avere “avuto il peccato originale di non esser nata a Vasto, ma anche un sacco di altra gente. L’altro peccato originale che mi porto è aver votato lo Sblocca Italia – ha proseguito poi – L’altro aspetto della città rispetto all’ambiente. L’ospedale con un solo gruppo elettrogeno non ci fa niente, neanche con due o tre. Vogliamo farlo vivere? Se non vogliamo farlo vivere di quella energia ce ne dobbiamo inventare un’altra”.

Per esempio il solare, che di recente ha avuto un’applicazione non solo sulle abitazioni, ma per terra sulla pavimentazione delle strade. Forse se ne consumiamo di meno possiamo evitare di trivellare”, ha concluso.