L’AQUILA – Entra nel vivo la sfida del ballottaggio per le primarie di centrosinistra. Domenica, a partire dalle 8, saranno aperti i 318 seggi abruzzesi per la scelta del candidato premier della coalizione.
In pista ci sono il segretario nazionale del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, e il collega di partito e sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
L’obiettivo, per entrambi, è cercare di incamerare più consensi possibili da parte degli elettori che al primo turno hanno sostenuto il leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, il deputato di Alleanza per l’Italia e assessore al Bilancio del Comune di Milano Bruno Tabacci e del capogruppo democrat al Consiglio regionale del Veneto, Laura Puppato.
Bersani riparte dalle oltre 28 mila preferenze incassate domenica scorsa in regione, pari al 45% dei votanti, 7 mila in più di quelle di Renzi, che si è attestato a 21.143 e al 33%.
Sopra la media italiana il dato di Vendola: per lui un lusinghiero 19% pari a 11.740 voti. Sotto i 1.000 gli altri due, con l’1,5% a testa delle persone che si sono recate alle urne.
Per Bersani si sono già espressi il coordinatore regionale di Sel, Gianni Melilla, e il gruppo Api dell’Aquila, che ha consentito a Tabacci di prendere un rilevante 8,6% negli otto seggi del capoluogo, in linea con gli endorsement dei rispettivi candidati.
“All’unanimità le quattro assemblee provinciali si sono espresse in favore di Bersani – dice Melilla ad AbruzzoWeb – quindi siamo convintamente con il segretario nazionale del Pd con cui vogliamo condividere un progetto di governo”. “Speriamo – aggiunge – che l’intesa ci sia anche a livello regionale e che il metodo delle consultazioni popolari si applichi anche lì”.
Gli fa eco il vice sindaco dell’Aquila, Roberto Riga (Api): “Bersani ha mostrato più autorevolezza, è l’uomo migliore per creare una coalizione che garantisca governabilità e sappia affrontare le questioni più spinose del Paese avendo anche la capacità di dare un respiro europeo alle politiche per il rilancio dell’Italia”. Sull’altro fronte “Renzi è un giovane che la sua vittoria l’ha già ottenuta grazie – sottolinea – ma non ha le stesse capacità del suo antagonista che, oltretutto ha sempre avuto un’attenzione particolare all’esigenze della nostra città”.
Non sono mancate le polemiche, in particolare sulle persone che si recheranno ai seggi pur non avendo votato domenica scorsa. Il regolamento delle primarie lo vieta, a meno che non ci siano giustificati motivi, ma Renzi ha lanciato la campagna per la deroga a tale previsione, invitando i potenziali elettori a iscriversi sul sito www.domenicavoto.it: “sono quasi 90 mila le persone che hanno chiesto di partecipare al ballottaggio, e davvero qualcuno pensa di poterli rimandare indietro dal seggio?”, ha scritto il primo cittadino toscano sulla newsletter inviata ai simpatizzanti.
In Abruzzo sono 2.350 le persone che hanno chiesto di poter votare al ballottaggio pur non avendolo fatto domenica scorsa, mentre 280 domande sono state rigettate.
Su questo punto il senatore piddino Giovanni Legnini, bersaniano doc, è categorico: “le leggi non si cambiano in corsa, è una regola aurea non solo della politica, la questione è stata approfondita dai garanti e le regole sono state condivise, mi sembra si voglia buttarla in caciara”. “E questo – prosegue – è un peccato, fino a ieri eravamo un modello per tutta l’Europa per il modo in cui abbiamo condotto le primarie, non si può rovinare un percorso che ha portato oltre 3 milioni di persone ai seggi”.
“Al di là delle schermaglie – afferma Legnini – ci aspettiamo di vincere, e siamo fiduciosi da questo punto di vista: Bersani è la persona giusta per fare il presidente del Consiglio, Renzi è una risorsa importante che potrà dare il suo contributo in futuro”.
Quanto al dato politico, Legnini ritiene che “la sfida di domani rappresenta la competizione tra due istanze sane della società che possono convivere, per questo dico che è controproducente trascinare il confronto sul piano regolamentare”.
I renziani, però, replicano caustici per bocca del capogruppo Pd al Comune di Sulmona (L’Aquila), Antonio Iannamorelli: “loro sono per il sistema dell’usato sicuro, noi siamo per il rinnovamento del Paese”.
COM’È ANDATA AL PRIMO TURNO
Sono 64.500 gli abruzzesi che sono andati a votare al primo turno delle primarie del centrosinistra.
Il 45% (28.374 preferenze) ha votato per Bersani, il 33% (21.143) per Renzi, il 19% (11.740) per Vendola, l’1,5% (962) per Tabacci e l’1,5% (961) per Puppato.
Poco più di un migliaio le schede nulle, per un totale di voti validi pari a 63.180.
Nel Teramano i votanti sono stati 17.741: il 41,1% dei cittadini ha scelto Bersani, il 39,4% Renzi, il 16,4% Vendola, l’1,9% Puppato e l’1,3% Tabacci.
In provincia di Chieti si contano 17.059 voti validi: Bersani ha ottenuto il 47,2%, Renzi il 31,2%, Vendola il 19,1% Puppato l’1,3% e Tabacci l’1,2%.
Nel Pescarese i voti validi sono 14.366, il 46,1% dei quali è andato a Bersani, il 32,1% a Renzi, il 19,9 a Vendola, l’1,4% a Puppato e lo 0,4% a Tabacci.
In provincia dell’Aquila, infine, si registrano 14.014 voti validi: Bersani ha ottenuto il 45,6% delle preferenze, Renzi il 30,5%, Vendola il 19%, Tabacci il 3,6% e Puppato l’1,3%.
QUANDO SI VOTA
Le primarie si svolgono domenica 2 dicembre dalle 8 alle 20. Gli elettori che alle 20 si trovano ancora nei locali del seggio saranno ammessi a votare anche oltre il termine predetto.
CHI PUÒ VOTARE
Possono votare i cittadini italiani e chi abbia compiuto alla data del 25 novembre 18 anni, i cittadini dell’Unione europea residenti in Italia e i cittadini di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno e di carta di identità. I cittadini italiani residenti all’estero potranno votare online sul sito Primarieitaliabenecomune.it. Da regolamento possono partecipare al ballottaggio solo coloro che hanno votato al primo turno, a meno che non ci siano giustificati motivi che andavano dichiarati entro la data di ieri.
COME VOTARE
Per coloro che si sono registrati entro il 25 novembre, è sufficiente esibire al seggio un documento di riconoscimento, il certificato elettorale e la tessera di elettore del centrosinistra.
DOVE SI VOTA
Ogni elettore può votare solo nel seggio che include la propria sezione elettorale esprimendo un’unica preferenza in corrispondenza del candidato prescelto.
I SEGGI
I seggi sono composti da un presidente e da due scrutatori assicurando una reale pluralità di presenze politiche. Ciascun candidato poteva designare rappresentanti di lista.





