L’AQUILA – Il regolamento sulle primarie è ufficiale ma il Popolo della libertà abruzzese non si allinea.
La norma interna siglata da Mario Valducci, potente ex responsabile Enti locali di Forza Italia e oggi numero due dello stesso settore del Pdl, stabilisce che le primarie si facciano per tutti i Comuni con più di 15 mila abitanti, che in Abruzzo sono sette: L’Aquila, Avezzano (L’Aquila), Montesilvano e Spoltore in provincia di Pescara, Ortona e San Salvo nel Chietino e Martinsicuro (Teramo).
Deroghe sono previste soltanto laddove l’indicazione del candidato abbia il consenso di almeno i tre quarti dei votanti a scrutinio segreto degli organismi di partito preposti.
AVEZZANO: PRIMARIE NO
Non ha atteso questo passaggio, però, il coordinatore regionale del partito, il senatore Filippo Piccone, che in una riunione che si è svolta sabato scorso ha detto chiaro e tondo che ad Avezzano le primarie non si faranno e che il candidato del centrodestra deve essere l’avvocato Antonio Milo, stroncando le speranze degli altri papabili nel “totosindaco” marsicano: gli assessori Lorenzo De Cesare e Luca Dominici, il vice sindaco, Iride Cosimati, e il capogruppo del Pdl-Nuova alleanza, Alfredo Iacone.
Questi quattro, per espressa richiesta di Piccone, non erano presenti all’incontro, per cui il dissenso è stato affidato all’unico “frondista” presente: l’assessore comunale ai Lavori pubblici Maurizio Bianchini, che ha sollevato eccezioni sull’indicazione calata dall’alto ed è tornato a richiedere le primarie.
Concetto ribadito, subito dopo la riunione, in un comunicato scritto a quattro mani con De Cesare che ha fatto andare su tutte le furie Piccone, indicato come capo di una “ristretta oligarchia” rappresentata dai membri del coordinamento provinciale marsicano fedeli al senatore. Quella classe dirigente che, secondo quanto ha affermato Piccone nel vertice di partito, “sarebbe delegittimata dalle primarie, perché lo svolgimento di tali consultazioni sarebbero l’esito di una mancata sintesi interna”.
Oltre a definire “non opportune” le primarie, il segretario regionale Pdl ha sottolineato che il centrodestra cittadino ha bisogno di dare un “segnale di discontinuità rispetto all’amministrazione uscente, non perché il giudizio sull’operato del sindaco in carica, Antonello Floris, sia negativo, ma perché la città dopo dieci anni chiede un rinnovamento”: un modo elegante ma fermo per sgomberare il campo dai contendenti “politici” e incoronare il “civico” Milo.
L’AQUILA: PRIMARIE NI
Situazione del tutto contraria quella dell’Aquila: nel capoluogo il segretario provinciale del Pdl, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, e un gruppo di maggiorenti del partito chiede che le primarie si facciano.
L’obiettivo è quello di sbarrare il passo al vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis (Mpa), da più parti indicato come il “salvatore della patria” del centrodestra, che gode del favore del presidente della Regione, Gianni Chiodi, ma che sconta la netta contrarietà sul suo nome di Giuliante.
Il regolamento firmato da Valducci prevede la possibilità di primarie di coalizione, ma tale eventualità è scartata in maniera decisa da De Matteis che è pronto a scendere in pista da solo se non avrà in tempi brevi segnali confortanti da quanti nel Pdl lavorano sulla sua candidatura.
In tal senso, lo stop imposto da Piccone alle primarie di Avezzano potrebbe riaprire uno spiraglio per l’esponente del Movimento per le autonomie o, per lo meno, costituire un precedente su cui far lavorare le “quinte colonne” anti-Giuliante.
MONTESILVANO: PRIMARIE BOH
Ancora più ingarbugliato il quadro politico di Montesilvano. Fino a pochi giorni fa il sindaco uscente, Pasquale Cordoma, era dato per spacciato poi, con un colpo di reni, si è rimesso in gioco, tirando fuori dal cilindro un sondaggio che lo darebbe in testa al gradimento dei cittadini: “non servono le primarie, il più forte sono io”.
Per uscire fuori dell’impasse il coordinatore provinciale, Lorenzo Sospiri, che è pure consigliere all’Emiciclo e capogruppo del Pdl al Comune di Pescara, ha stabilito un percorso a tappe forzate: mercoledì sarà convocato il tavolo della coalizione, venerdì il gruppo consiliare di Montesilvano e lunedì prenderà una decisione che sicuramente non sarà indolore, o per Cordoma o per i suoi detrattori che chiedono un inversione di rotta nella gestione del governo locale.
Le primarie sono un passaggio obbligato per la scelta dei candidati alla carica di presidente di Regione, di Provincia e di sindaco nei Comuni con più di 15 mila abitanti, si devono svolgere in un periodo compreso tra i 180 e i 60 giorni precedenti la data delle votazioni.
Alle primarie possono partecipare tutti gli iscritti alle liste elettorali dell’ente di riferimento, per esercitare il diritto di voto i cittadini non iscritti al Pdl devono iscriversi all’albo dei registrati del partito e sono tenuti a versare un contributo di 3 euro; mentre per gli iscritti al partito si paga solo un euro.
Le candidature devono essere accompagnate da un numero di firme pari alla metà delle sottoscrizioni necessarie per legge per la presentazione delle liste per l’incarico di riferimento (la normativa stabilisce per i Comuni tra 40 e 100 mila abitanti non meno di 200 e non più di 400 firme, per quelli tra 20 e 40 mila non meno di 175 e non più di 350, per quelli tra 15 e 20 mila non meno di 100 e non più di 200).
Ogni elettore ha diritto a esprimere un solo voto ed è possibile effettuare primarie di coalizione.
Tutti i candidati presidenti o sindaci sconfitti hanno l’obbligo di sostenere il vincitore entrando a far parte di una delle liste che lo sostengono alle elezioni.
Articolo 1 – Elezioni primarie
Si vota alle primarie per la candidatura negli organismi monocratici dell’ente regionale e degli enti amministrativi locali fino ai Comuni con più di 15.000 abitanti.
Le primarie si svolgono tra 180 e 60 giorni dalla data prevista per la consultazione elettorale.
Tutti i candidati alle elezioni primarie si impegnano in modo inderogabile a sostenere il candidato che otterrà il maggior numero di preferenze e a far parte della lista elettorale del candidato vincente o di una delle liste che lo sostengono secondo le direttive del partito.
Il coordinamento del partito territorialmente competente (il coordinamento nazionale per il Presidente di regione; il coordinamento regionale per gli enti amministrativi fino a Comuni capoluogo di Provincia; il coordinamento provinciale per i sindaci delle altre città) con l’autorizzazione del Segretario Nazionale, indice le primarie e nomina il comitato organizzatore territoriale di cui al successivo articolo 4.
Articolo 2 – Elettorato attivo
Hanno diritto di voto tutti gli iscritti alle liste elettorali dell’ente di riferimento.
Per esercitare il diritto di voto i Cittadini non iscritti al Popolo della Libertà devono registrarsi all’albo dei registrati del partito sono tenuti a versare un contributo di 3 euro; mentre per gli iscritti al partito il contributo è di un euro.
Viene istituito l’albo dei registrati a cui ogni cittadino non iscritto al partito aderisce sottoscrivendo la Carta dei Valori del Popolo della Libertà.
Un apposito regolamento disciplinerà le modalità di registrazione, di tenuta dell’Albo, di pubblicità dell’elenco dei registrati e di incasso delle somme stabilite.
Articolo 3 – Elettorato passivo
La candidatura è aperta a tutti. La Commissione di Garanzia prevista all’articolo 5 dello statuto del partito è competente a decidere l’eventuale inammissibilità del candidato.
Possono essere candidati alla carica di sindaco o presidente di ente territoriale tutti coloro che posseggono i requisiti di legge che li rendano eleggibili a tale carica; che si impegnino a rispettare il presente regolamento; che abbiano sottoscritto la carta dei valori. Per le incompatibilità dei coordinatori si rimanda all’articolo 4 del regolamento sulle incompatibilità.
La candidatura deve essere presentata al Comitato Nazionale per le Primarie, di cui al successivo articolo 5, entro 30 giorni dalla data prevista per le votazioni delle Primarie. Il Comitato Nazionale ha 7 giorni per concedere, anche tramite silenzio assenso, l’autorizzazione delle candidature, 7 giorni per raccogliere le sottoscrizioni previste e 15 giorni per la campagna elettorale. Le candidature devono essere sostenute da un numero di firme pari al 50 per cento delle sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle liste previste dalla legge per l’incarico di competenza. Le sottoscrizioni si ritengono valide se raccolte con una fotocopia del documento di identità valido dei sottoscrittori. Ogni sottoscrittore deve essere iscritto alle liste elettorali del territorio e non può sottoscrivere più di una candidatura.
I candidati al secondo mandato non hanno obbligo di presentare raccolta firme per concorrere alle elezioni primarie.
Gli Organismi Territoriali competenti possono chiedere al Segretario Nazionale la possibilità di non procedere alle primarie qualora vi sia una convergenza su un candidato di almeno i 3/4 dei votanti a scrutinio segreto degli organismi preposti alle candidature dallo Statuto del partito.
Articolo 4 – Comitato organizzatore e di garanzia
Il comitato organizzatore è presieduto dal Coordinatore Regionale e dal Vicario per il Presidente della Regione e dal Coordinatore Provinciale e dal Vicario per gli altri enti amministrativi. È composto da altri 3 membri nominati dai coordinatori regionali d’intesa con il Segretario Nazionale e dai coordinatori provinciali d’intesa con i regionali più un rappresentante per ognuno dei candidati.
Le decisioni sono prese a maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti. In caso di disaccordo decide il Comitato Nazionale per le primarie di cui al successivo articolo.
Compiti del comitato:
a) Decide almeno 15 giorni prima del voto i luoghi dove avverranno le consultazioni;
b) Sovraintende allo svolgimento dei lavori fino alla conclusione delle operazioni di voto e di scrutinio;
c) Pubblica nelle forme più visibili il presente regolamento;
d) Si fa carico di fornire la modulistica necessaria alla presentazione delle candidature;
e) Pubblica la lista dei candidati ammessi o non ammessi;
f) Nomina i presidenti dei seggi ed i relativi scrutatori consegnando la modulistica necessaria all’esercizio del voto;
g) Proclama il vincitore delle primarie che abbia ottenuto la maggioranza relativa dei voti validi.
Articolo 5 – Comitato Nazionale per le Primarie
Viene istituito un comitato Nazionale che ha la competenza esclusiva a decidere in via definitiva sull’ammissibilità delle candidature e interviene in tutti i casi di contestazione emersi nello svolgimento delle operazioni e non risolti dal Comitato Territoriale di cui al precedente articolo. Il comitato elettorale è presieduto dal Segretario Nazionale e composto dai Coordinatori Nazionali, e dai responsabili dei settori degli enti locali, dell’organizzazione e delle adesioni.
Articolo 6 – La Campagna Elettorale
La campagna elettorale procede fino al giorno precedente il giorno delle primarie. I candidati iniziano insieme la campagna elettorale con una manifestazione pubblica dove verranno presentati dal presidente del Comitato organizzatore per illustrare le proprie tesi. I candidati si impegnano pubblicamente a sottoscrivere quanto previsto dall’articolo 1 del presente regolamento.
Analoga iniziativa è prevista per la chiusura della campagna elettorale dove ugualmente i candidati, in una manifestazione pubblica, confermano l’impegno per il candidato vincitore.
L’etica della campagna elettorale deve essere improntata a una competizione leale, gli impegni economici relativi alla campagna elettorale devono essere riconducibili a un principio di sobrietà e trasparenza
Articolo 7 – Le modalità di voto
Le votazioni si svolgono in una sola giornata. Il numero dei seggi da costituire dovrà tenere conto del numero degli aventi diritto e in ogni caso prevedere almeno un seggio ogni 10.000 aventi diritto (ad eccezione delle aree metropolitane e delle Regioni).
Il voto è segreto. Ogni elettore può votare una volta sola ed esprimere una sola preferenza. La votazione avviene tramite consegna della scheda ed il voto da parte dell’avente diritto all’interno di un’urna elettorale.
Ogni elettore dovrà essere identificato attraverso l’esibizione di un documento di identificazione personale, valido ai sensi di legge.
Le primarie si tengono con sistema maggioritario semplice (vince chi ha un voto in più). Se nessun candidato supera il 30 per cento dei votanti la scelta spetta all’ufficio di presidenza del partito secondo le norme dello statuto e del regolamento.
Articolo 8 – Primarie di Coalizione
Qualora alle votazioni partecipino altri partiti o liste civiche, le norme contenute in questo regolamento dovranno essere concordate con questi altri soggetti e potranno essere conseguentemente modificate d’intesa con il Segretario Nazionale del partito.
In caso di primarie di coalizione i Comitati di cui all’articolo 4 e 5 saranno ampliati ad una rappresentanza dei partiti alleati.




