L’AQUILA – Sono aperti da stamane alle 8 i seggi per le primarie del Pd per la scelta del nuovo leader.

I cittadini possono votare fino alle 20. Si potranno recare nelle sedi dei circoli o negli oltre 7000 gazebo allestiti in tutta Italia. 

L’organizzazione della kermesse elettorale Dem si avvale del supporto di oltre 35 mila volontari. 

In corsa Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti. 

Il primo a votare alle primarie, tra i volti noti del Pd, è stato Walter Veltroni. 

L’ex segretario si è recato al gazebo di piazza Fiume, a Roma, alle 8 in punto, per esprime la sua preferenza. In mattinata a Roma il voto di Paolo Gentiloni, poi quelli di Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti.

Maurizio Martina vota invece nella sua città, a Bergamo. Carlo Calenda vota e fa lo scrutatore in mattinata nel Gazebo di Piazza del Popolo, sempre a Roma, mentre Matteo Renzi ha votato alla Leopoldina, a Firenze. 

Il leader storico dell’Ulivo Romano Prodi a Bologna.

Carlo Calenda scrutatore al gazebo delle Primarie Pd di Piazza del Popolo. L’esponente dem, seduto insieme con gli altri attivisti, riceve i cittadini che arrivano per eleggere il nuovo segretario Pd, controlla i loro documenti e consegna loro la scheda per votare. ‘E’ il momento più alto della democrazia, perché le persone scelgono direttamente il proprio segretario’, spiega. In un tweet Calenda ieri aveva invitato ad andare a votare alle primarie: ‘Un gesto di democrazia e un modo per mobilitarci contro il tentativo del Governo di farci uscire dall’Ue nel silenzio’, aveva scritto. ‘Più siamo, meglio è per l’Italia’.

L’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha votato questa mattina alle Primarie del Pd in un seggio allestito in un circolo Arci di via Goito, nei pressi della Stazione Termini di Roma. “Speriamo sia una bella giornata, sarà una bella giornata – ha detto – Cosa mi aspetto dall’affluenza? Io penso che ieri a Milano sia stato un bel sabato, e possiamo avere oggi in tutta Italia una bella domenica‎. L’affluenza, per scaramanzia abbiamo detto questi giorni il ‘milione’, come il signor Bonaventura… adesso non diciamo niente. Diciamo che il fatto che ci siano gli iscritti e centinaia di migliaia di non iscritti, elettori e simpatizzanti che oggi partecipano alla scelta del segretario del Pd è una cosa unica nel panorama politico italiano e molto importante per la nostra democrazia. Il fatto di ieri a Milano ci porta bene e ci dà ottimismo – ha aggiunto Gentiloni – e sui numeri vedremo, toccherà fare mezzanotte”. Gentiloni si è messo in coda con gli altri elettori, conversando con loro e stringendo mani. “Abbiamo finito le schede…‎” ha scherzato con il personale del seggio. 

Il Pd punta ad almeno un milione di persone al voto ai gazebo nelle primarie per scegliere il nuovo leader, dopo la stagione di Renzi e la reggenza di Martina. Zingaretti, Giachetti e lo stesso Martina sono in corsa, divisi sulle alleanze a sinistra e sul rapporto col M5s. Eletto direttamente solo chi supera il 50% dei voti, altrimenti lo Statuto prevede l’elezione da parte dell’Assemblea nazionale.

Chi sono i candidati

Il favorito, come riporta IlPost è il presidente del Lazio Nicola Zingaretti che è sostenuto dalla maggior parte del partito e dei suoi dirigenti, tra cui gli ex presidenti del Consiglio Romano Prodi, Enrico Letta e Paolo Gentiloni. Zingaretti è a volte considerato il candidato più a sinistra dei tre, ma è sostenuto anche da numerosi centristi, come l’ex ministro della Cultura Dario Franceschini e gli stessi Prodi, Letta e Gentiloni.

Zingaretti ha rapporti di amicizia e alleanza politica con molti dirigenti fuoriusciti dal PD, come Pier Luigi Bersani, ed è probabile che in caso di sua vittoria ci sarà un loro riavvicinamento al partito.

Secondo i sondaggi, dietro Zingaretti c’è il segretario uscente Maurizio Martina, l’ex ministro dell’Agricoltura scelto da Matteo Renzi come suo vicesegretario nel 2017 e divenuto segretario dopo le sue dimissioni nel marzo dell’anno scorso. Martina è il candidato sostenuto dalla maggioranza dei renziani e degli ex renziani, ma si pone come una figura che cerca di mediare tra le varie correnti del partito. Tra i suoi principali sostenitori ci sono l’ex ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio e il presidente del partito Matteo Orfini.

Dovrebbe infine arrivare terzo Roberto Giachetti, ex vicepresidente della Camera e candidato sindaco di Roma, sconfitto nel 2016 al ballottaggio con Virginia Raggi. Giachetti si presenta come il candidato che più rivendica l’eredità politica di Matteo Renzi, ed è sostenuto tra gli altri dall’ex ministro Maria Elena Boschi e dal tesoriere del partito Francesco Bonifazi. Giachetti ha detto che potrebbe lasciare il partito dopo le primarie se il nuovo segretario dovesse compiere azioni per lui inaccettabili, come stringere accordi con i fuoriusciti dal PD o col Movimento 5 Stelle.

Zingaretti ha vinto la prima fase del congresso, quella in cui potevano votare solo gli iscritti, raccogliendo quasi il 50 per cento dei voti; Martina ha ottenuto il 36 per cento e Giachetti l’11.