L’AQUILA – Colpo di scena nel processo di avvicinamento alle primarie del Pd abruzzese in programma il prossimo primo marzo.
Una decisione a sorpresa destinata a provocare polemiche e innescare dubbi e confusione nella corsa alla poltrona più importante del partito più forte in Regione.
La Commissione regionale di Garanzia per il congresso ha deciso in extremis di prorogare a venerdì prossimo il termine per la presentazione delle liste da parte dei tre candidati, inizialmente fissato per ieri alle ore 20: questo per aspettare il verdetto della commissione nazionale, atteso per domani, sul ricorso presentato da Alessandro Marzoli, 31 anni chietino, presidente dell’assemblea regionale dei Giovani democratici, contro l’esclusione decretata dall’organismo organizzatore locale.
Ma due dei tre aspiranti alla segreteria dei democrat, la pescarese Alexandra Coppola, 32 anni, vice segretario regionale, renziana della prima ora, e Paolo Della Ventura, 45 anni aquilano, civatiano, componente dell’assemblea nazionale, hanno deciso di non usufruire della proroga e hanno presentato le liste ieri sera prima delle 20.
Cosa che non ha invece fatto il candidato considerato favorito, Marco Rapino, 31 anni pescarese, vice segretario vicario del partito e segretario dei Giovani democratici, che ha rinviato tutto a venerdì prossimo.
Non è stato possibile conoscere i motivi della scelta di Rapino perché per tutta la giornata di ieri il giovane aspirante all’investitura per acclamazione diretta non ha risposto al telefono, mostrando un atteggiamento non corretto che, oltretutto non sarebbe un buon viatico in vista di una probabile elezione al gradino più alto del primo partito in Abruzzo.
Il cambio delle regole a poche ore dalla scadenza del termine potrebbe essere funzionale alla necessità di far guadagnare tempo ai mediatori che sono in piena attività per trovare un’intesa e arrivare al congresso unitario che incoroni per acclamazione diretta Rapino, con il ritiro di Coppola e di Della Ventura.
Anzi, secondo quanto si è appreso, il tentativo di decretare il via libera senza primarie per Rapino, sponsorizzato tra gli altri dal presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, e dal super assessore regionale Silvio Paolucci, sarebbe in atto con pressioni forti e continue nei confronti dei due suoi avversari. Che però finora hanno rispedito le istanze al mittente.
Se le primarie dovessero farsi, ci potrebbe essere uno slittamento della data qualora domani la commissione nazionale dovesse sancire la riammissione di Marzoli, escluso per irregolarità nella presentazione della candidatura, dall’organismo regionale presieduto dal consigliere comunale di Teramo ed ex candidato sindaco Manola Di Pasquale: tutto ciò per consentire di presentare le liste e fare campagna elettorale anche a Marzoli.
Tornando alle manovre per un congresso unitario, ovvero senza primarie, e con candidato unico alla segretario regionale Rapino, si fanno tante ipotesi su quali possano essere le basi per l’intesa: alla Coppola, considerata l’avversaria più pericolosa per Rapino, potrebbe essere offerta la poltrona di presidente, a Della Ventura il ruolo di vice segreterio vicario.
Ma l’azione determinante viene considerata l’inpegno assunto ufficialmente a una gestione basata sul pungolo e quindi sull’autonomia rispetto alla Giunta, ovvero rispetto a D’Alfonso e soci. E comunque, secondo quanto si è appreso, sulla marcia indietro e sulla cancellazione delle primarie devono convergere i vertici nazionali che finora hanno voluto fortemente le primarie bocciando la proposta di D’Alfonso di una deroga a Paolucci. Chiarendo gli scenari legati all’incognita Marzoli, se ne aprono due diversi per le primarie.
La Di Pasquale ha spiegato nel pomeriggio di ieri, quindi, prima della proroga della presentazione delle liste, che “il regolamento prevede che i candidati siano non più di tre, e dunque andrà riconvocata l’assemblea dei 120 iscritti costituita dai delegati nominati dai circoli, per stabilire quale dei quattro candidati dovrà essere escluso. E dunque la data delle primarie dovrà slittare di almeno una settimana, per tempi tecnici”.
L’alternativa potrebbe essere però anche quella di svolgere le primarie a quattro, nei tempi previsti, cioè il 1 marzo, previo consenso degli altri tre candidati, opzione anch’essa contemplata dal regolamento.





