L’AQUILA – “Metà dei posti in Giunta alle donne e non più di otto assessori”.
Lo annuncia Vittorio Festuccia, candidato di Sinistra ecologia e libertà per le primarie dell’Aquila che il 4 marzo prossimo decreteranno il concorrente del centrosinistra per la poltrona di primo cittadino del capoluogo.
“La visita del ministro Fabrizio Barca all’Aquila ha messo in evidenza la necessità di un cambio di passo sia per quanto riguarda la governance del post-terremoto sia per quanto riguarda il rapporto con i cittadini”.
“Se, come io spero e sostengo da tempo, dopo le elezioni amministrative verrà mantenuto l’impegno a chiudere con la gestione commissariale e a riconsegnare agli organismi eletti dai cittadini le scelte per la ricostruzione del nostro territorio – aggiunge Festuccia – noi avremo bisogno di donne e uomini nuovi, competenti, autorevoli, in grado di coinvolgere le tante intelligenze che vivono in questa città, di richiedere e rispettare la partecipazione attiva degli aquilani al governo dei beni pubblici, e di aprire quindi quella fase nuova che tutti reclamano e che non si può affidare a chi ha già dato prova di non esserne capace”.
“Sono convinto che parte essenziale di questo rinnovamento debba essere la presenza delle donne al governo della città – sottolinea il candidato di Sel – non solo nella Giunta comunale ma anche nei consigli di amministrazione delle aziende municipalizzate e di tutti gli enti che amministrano i beni pubblici”.
“La ritengo non solo una questione di democrazia, le donne sono più della metà della popolazione e non hanno rappresentanza nelle istituzioni – spiega Festuccia – ma un’opportunità per la nostra città che ha bisogno oggi più che mai dell’intelligenza femminile per rinascere più bella e più a misura delle persone che ci vivono”.
“Per questo condivido l’appello delle donne che reclamano una presenza del 50 per cento in Giunta e negli enti pubblici e mi impegno in tal senso – promette – come mi impegno a non costruire organismi pletorici in cui la presenza femminile venga resa inefficace e a limitare la Giunta a non più di otto assessori”.
“Chiedo a Massimo Cialente: perché lui non ha rispettato questo proposito che pure aveva proclamato in campagna elettorale?”, conclude Festuccia.






