L’AQUILA – Non solo sulle piazze reali, tra la gente, ma anche su quelle “virtuali” si svolgerà la campagna elettorale del sindaco uscente, Massimo Cialente, candidato alle consultazioni del centrosinistra contro il primario di Medicina generale, Vittorio Festuccia, appoggiato da Sinistra ecologia e libertà.

L’attuale primo cittadino aquilano, sostenuto dal Partito democratico, Socialisti e Comunisti Italiani, ha illustrato questa mattina il programma della sua candidatura per le primarie che si svolgeranno il prossimo 4 marzo.

Neanche il tempo di terminare l’incontro con i giornalisti, che il sindaco aveva già condiviso sul suo profilo Facebook una nota sul perché della sua candidatura.

“Sto iniziando a usare questo social network – ha spiegato – e credo che sia uno strumento molto utile per dialogare con le persone. Conto di rispondere a tutte le domande, ovviamente di notte, l’unico momento in cui ho tempo libero per collegarmi”.

Il motivo che lo ha spinto a proporsi come candidato, Cialente lo ha sintetizzato in un “perché io ci sono sempre stato”.

“Sono quello che ne sa di più – ha detto – perché chiunque altro al mio posto dovrebbe ‘ricominciare’  da capo”.

La prima missione, per Cialente, è la difesa della città, “in termini di risorse – ha spiegato – di tagli alla sanità e alla cultura. Ma L’Aquila deve anche essere difesa da un disegno politico, come quello del senatore Filippo Piccone, che cerca di portare risorse nella Marsica. Difesa anche dalla sottile aggressione di Gianni Chiodi, che vuole cercare di vincere all’Aquila attraverso il suo candidato, Giorgio De Matteis”.

Un altro punto della campagna elettorale è l’eliminazione del commissariamento. “Dobbiamo tornare alla normalità e far partire il processo di ricostruzione – ha sostenuto Cialente – bloccato dai commissariamenti. La mia è una posizione opposta a quella di De Matteis, in quanto il suo gruppo, l’Mpa, ha votato contro la delibera del Consiglio che voleva eliminare le strutture commissariali”.
 
Come futuro sindaco della città, Cialente vorrebbe portare avanti il progetto incluso già nel piano strategico ’L’Aquila 2020’ redatto prima del terremoto.

“I punti di forza di questa mia idea di città – ha concluso – sono la formazione e l’alta formazione, la cultura, l’industria Hi-tech e il turismo ambientale, culturale e religioso”.