PESCASSEROLI – Valeria Parrella con il romanzo “Ma quale amore” per la narrativa e Salvatore Settis con il saggio “Paesaggio costituzione e cemento” per la saggistica, sono i vincitori della sesta edizione del Premio “Croce” di Pescasseroli; un premio alla memoria è stato assegnato alla giornalista e scrittrice Tullia Zevi.
“Il linguaggio fresco e agile che caratterizza il romanzo – si legge nella motivazione della giuria, presieduta da Natalino Irti, presidente dell’Istituto degli Studi storici, e composta da Dacia Maraini, Paolo Gambescia, Costantino Felice, Ferdinando Iorio e Biagio De Giovanni – è la carta d’identità di una generazione capace di dare molto all’Italia di questo inizio di secolo. Quella generazione, cioè, portatrice di valori importanti, colta e appassionata, capace di coniugare la voglia di stare dentro la globalizzazione senza dimenticare le radici dei luoghi di origine”.
Settis non ha potuto ritirare il premio perché costretto a letto con la febbre alta.
Dal suo libro ha preso spunto la tavola rotonda con i rappresentati dei Parchi della Maiella, d’Abruzzo Lazio Molise, del Gran Sasso e del Sirente Velino.
Il premio alla memoria è stato ritirato da Chiara Zevi, figlia della giornalista e scrittrice Zevi, morta lo scorso 22 gennaio.
In suo onore, l’avvocato francesce Boulanger, esperto di diritti umani e difensore di parte civile durante il processo contro il ministro Papon, ha tenuto una breve lezione sulla Shoah.
“Sono molto emozionata – ha detto la figlia di Tullia Zevi, Chiara – ringrazio il sindaco di Pescasseroli e la giuria anche perché Croce fa parte della storia della nostra famiglia, è sempre stato per noi un riferimento filosofico e morale. Grazie alla giuria per aver ospitato Boulanger. È estremamente importante l’appello alla memoria fatto davanti a una platea di giovani. Purtroppo è una storia che si ripete, basta pensare alla persecuzione contro gli immigrati a cui stiamo assistendo. È bene riconoscere i segni di intolleranza da subito in modo da poterli combattere”.






