PESCARA – “Faccio il tifo per i pontieri e per le soluzioni, da sempre confido nel credo che chi non è parte della soluzione è parte del problema, ma i presunti potenti devono stare attenti all’uso delle parole. Mi riferisco a Sospiri il quale ha affermato che se il premio Flaiano non si farà a Pescara la Regione non finanzierà l’evento. Che significa questa affermazione? Cos’è, una minaccia? Una certezza? Cos’è, una idea di potenza di se stessi?”.

Così, in una nota, l’ex deputato Camillo D’Alessandro, presidente regionale di Italia Viva, in risposta al presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia.

“Un po’ di questioni sfuggono a Sospiri da un po’ di tempo – aggiunge D’Alessandro – lui non è proprietario della decisione pubblica, al massimo concorre, né è proprietario dei soldi pubblici degli abruzzesi. Con quale titolo un presidente del Consiglio regionale, esattamente con quali poteri, può disporre a proprio piacimento dei fondi pubblici secondo le modalità che stabilisce lui? Se il Flaiano marita il finanziamento pubblico, se il Flaiano vale vuole dire che vale ovunque, ovviamente Pescara è la sede naturale. Ma il punto è un altro, che scomoda altre riflessioni ed approfondimenti che vanno fatti per capire come si nutre, in Regione Abruzzo, la modalità di decisione della spesa e perché”.

“Se non è un minaccia, la sua cos’è? Si dirà una scelta legittima della Regione, ma la Regione non è Sospiri. La Regione parla con atti e provvedimenti. Questa storia dei potenti che possono dire e fare tutto prima o poi deve finire”, conclude D’Alessandro.