L’AQUILA – Alle richieste di informazioni da parte dei cittadini, la Prefettura di Teramo e Chieti rispondono alla prima chiamata in modo “rapido” ed “esaustivo” come pure la Prefettura dell’Aquila, anche se la valutazione della risposta è stata meno soddisfacente. Male invece la Prefettura di Pescara, i cui telefoni hanno squillato invano anche dopo una terza chiamata.

E’ l’esito di un’esperimento condotto dall’Osservatorio conti pubblici italiani (Cpi)  condotto per valutare i tempi di risposta a una semplice richiesta di informazioni alle oltre 100 prefetture italiane.

Gli uffici territoriali del governo sono stati chiamati a inizio 2021 ponendo alcune domande su un tema di loro competenza, ovvero il ricorso al prefetto contro una multa per violazione del codice della strada, interpellando l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) negli orari di apertura riportati nei siti internet dedicati, per un massimo di tre volte. Due le richieste di informazione: “quali sono i termini per presentare ricorso al prefetto contro una multa per violazione del codice della strada?”,  e “quali sono le modalità per inoltrare tale ricorso?”.

La qualità dell’informazione ricevuta  è stata poi classificata come “adeguata” se la risposta era precisa per entrambe le domande, “intermedia” se la risposta era precisa per una domanda e imprecisa per l’altra, “insufficiente” se è stata data una risposta imprecisa a entrambe le domande, oppure, cosa frequente, se nessuno ha risposto alle telefonate nonostante i tre tentativi

Si è scoperto così che le prefetture di Teramo e Chieti si sono meritate il top della classifica, superando brillantemente l’esame, avendo risposto alla prima chiamata e fornendo tutte le informazioni richieste, in modo chiaro ed preciso. Assieme alle due prefetture abruzzesi anche quelle di Aosta, Trento, Trieste, Pordenone, Vercelli, Novara, Torino, Cremona, Varese, Treviso, La Spezia, Rimini, Forlì-Cesena, Modena, Grosseto, Prato, Firenze, Terni, Ascoli Piceno, Ancona, Isernia, Matera, Barletta-Andria-Trani, Taranto, Lecce, Crotone e Messina.

Un gradino più sotto, ma ben sopra la sufficienza, la Prefettura dell’Aquila, il cui urp ha sì risposto alla prima chiamata, ma le informazioni fornite sono risultate “parzialmente imprecise”.

Assieme alla Prefettura dell’Aquila compaiono in questa categoria le prefetture di Biella, Padova, Savona, Ravenna, Macerata, Viterbo, Reggio Calabria, Cosenza, Enna, Trapani e Oristano.

Ci sono poi il gruppo di 18 prefetture che hanno risposto alla seconda chiamata e 8 alla terza chiamata.

Infine il gruppo delle Prefetture che non si sono degnate nemmeno di rispondere dopo ben tre tentativi. Tra queste quella di Pescara assieme a quelle di Bolzano, Gorizia, Verbano-Cusio-Ossola, Cuneo, Sondrio, Lecco, Como, Monza-Brianza, Bergamo, Milano, Venezia, Vicenza, Verona, Imperia, Genova, Piacenza, Bologna, Massa Carrara, Livorno, Arezzo, Fermo, Pesaro-Urbino, Rieti, Frosinone, Roma, Napoli, Foggia, Bari, Vibo Valentia, Ragusa, Siracusa, Agrigento, Catania, Nuoro, Cagliari, Sassari.

Si commenta nel report: “gli urp sono generalmente aperti soltanto al mattino, il che, già di per sé, rappresenta un ostacolo a ricevere rapide risposte, eppure dovrebbero essere, stando a quanto riportato nei siti internet delle prefetture, il punto di incontro con i cittadini, per guidarli e facilitarli nell’accesso ai servizi offerti, fornendo loro direttamente prestazioni e informazioni o indirizzandoli verso gli uffici preposti a farlo”.