L’AQUILA, 3 GIUGNO – “Non voglio manifestare giudizi su una persona e su fatti che non conosco, ma sono convinto di interpretare il giudizio della stragrande maggioranza di cittadini aquilani e non solo esprimendo tutte le mie perplessità sull’opportunità di una scelta, quella del prefetto Iurato all’Aquila, rivelatasi fin dai primi giorni a dir poco ‘incauta’”. Lo afferma Carlo Costanini, capogruppo dell’Italia dei valori alla Regione Abruzzo.
“Prima – rievoca – la presenza nella lista Anemone, presumo poi chiarita, e oggi, secondo le rivelazioni del Corriere della Sera e di agenzie di stampa, anche il coinvolgimento in un’inchiesta della Procura di Napoli su gare di appalto, costituiscono fatti che dal mio punto di vista, a prescindere dagli esiti delle inchieste, confermano le perplessità di chi aveva ritenuto sbagliata, soprattutto in questo momento, la scelta del prefetto Iurato all’Aquila”.
“Se l’opinione pubblica – aggiunge Costantini – chiede ai partiti di sollevare dagli incarichi di governo e di amministrazione gli indagati, a maggior ragione le più alte istituzioni dello Stato, soprattutto quando investite anche del compito di presidiare su territorio come quello aquilano la legalità, dovrebbero comportarsi allo stesso modo”.
“Non mi aspetto e non invoco, quindi – conclude il capogruppo – rimozioni definitive, né giudizi sommari: mi aspetto solo che il Governo o lo stesso prefetto Iurato prendano atto della necessità di un avvicendamento anche solo temporaneo, per il periodo di tempo strettamente necessario a consentire al diretto interessato di dimostrare la propria estraneità dalle inchieste in corso e di recuperare tutta l’autorevolezza, il prestigio e la credibilità necessarie per esercitare una funzione così delicata nella realtà terremotata dell’Aquila. Dovrebbe chiederlo Chiodi ma a lui, quando a decidere è il Governo, scivola tutto sopra”.






